Immagine pezzo principale

Natale alle porte e il mio bambino sembra soltanto preoccupato

Davanti agli scaffali di un centro commerciale già colmi per i doni natalizi, un figlio di 6 anni chiede rattristato al papà: «Ma bisogna già scegliere il regalo?». Sono i genitori a dover trasmettere il messaggio cristiano del Natale, risponde la nostra esperta.


Pubblicità

Domenica sono stato al centro commerciale con la mia famiglia e c’ erano già interi corridoi di cose per il Natale, giocattoli scontati e addobbi di ogni genere. Mi ha colpito molto Stefano, il più piccolo, di 6 anni, che mi ha detto: «Papà, bisogna già scegliere il regalo?». Non sorrideva e aveva l’ aria quasi preoccupata... Ormai si parte a novembre con i preparativi ma al contrario non si pensa più al vero significato del Natale. Un tempo in Avvento c’ erano usanze e tradizioni. Il mondo fuori dalla famiglia ti dava una mano... Mi chiedo: che cosa rimane del significato cristiano?

CARLO

— Caro Carlo, mi scuso se sarò franca con te, ma ho notato che nelle tue parole, che ho sintetizzato, non c’ è un accenno di che cosa pensi di fare tu. Sai, io credo che, come per molte altre cose della vita, per la trasmissione della fede siamo noi genitori i primi a doverci porre delle domande. Anche quanto sia importante per noi e se la reputiamo un dono bellissimo. Perché se, al contrario, la riteniamo un dovere, qualcosa che “va fatto”, tutto diventa più difficile. E i bambini se ne accorgono subito. Mi ricordo di aver letto nel bel libro di Ezio Aceti Crescere è una straordinaria avventura (Città Nuova) alcuni consigli basati sul presupposto che come Dio rispetta la nostra natura e non vìola mai le caratteristiche dell’ umano, così deve essere per noi nei confronti dei bambini, che – ricordiamocelo - per loro natura sono rituali e ripetitivi e anche simbolici. È così che i piccoli gesti concreti li aiutano a capire e – anche se non lo sanno ora – a ricordare per sempre quel papà grande e rassicurante e sempre deciso che si inginocchia e chiede aiuto a Gesù o la nonna saggia, sempre pronta con le parole di consolazione, che ne va cercando una per sé stessa in quel Bambino apparentemente indifeso e senza forze. Sai che cosa ho capito invecchiando, Carlo? Che c’ è posto per tutto, gli addobbi e la preghiera, i regali (quando non diventano un incubo per cercare ovunque “il” gioco decretato irrinunciabile per quest’ anno...) e i gesti piccoli ma fedeli, che raccolgono meno entusiasmo, ma seminano in profondo... Te ne vengono già in mente, vero? Che sia un buon Avvento!

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo