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Montalbano protegge i migranti, Salvini se ne faccia una ragione

Chi ha letto i romanzi di Camilleri sa che il profondo senso di umanità del commissario è connaturato col personaggio


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Chissà se Matteo Salvini posterà qualche messaggio irrisorio su Facebook o twitterà un altro “mah…” - come ha fatto per la vittoria  a Sanremo del ragazzo italiano di origini egiziane Mahmood – a proposito dell’ ultimo episodio di Montalbano prodotto dalla Rai che parla dei diritti dei migranti e del loro sfruttamento.

Il fatto è che L’ altro capo del filo di Andrea Camilleri – da cui gli sceneggiatori hanno ricavato l’ omonimo episodio dell’ attesissima fiction -  racconta le avventure del commissario Montalbano in un contesto che lo scrittore ha sempre prediletto: la contemporaneità. Da non confondere con l’ attualità però. Nel senso che il papà del commissario ha sempre utilizzato le cronache del nostro Paese per costruire le sue trame narrative, ma le ha sublimate in letteratura, finendo per preconizzare  l’ epoca che stiamo per vivere.

Nell’ episodio di stasera  si parla di migranti, di sbarchi, di morti. Chi conosce Camilleri non se ne stupirà. Il “sommo” di Porto Empedocle lo aveva fatto già altre volte nell’ ambientare la sua Sicilia assolata e metafisica dove si muovono i suoi personaggi. Fin da Il cane di terracotta, il tema dei migranti e dei clandestini è sempre stato la chiave dei suoi intrecci. Quanto al profondo senso di umanità espresso dal commissario, questo è praticamente connaturato con l’ essenza di quel personaggio insieme all'amore per la giustizia. Non stupiamoci dunque.

Semmai dobbiamo stupirci del successo di una fiction Rai che in 20 anni è stata vista in 60 Paesi del mondo di ogni longitudine e latitudine, da un miliardo di spettatori, capace di rendere così intensamente i romanzi della Sellerio da indurre l’ autore a ispirarsi ai personaggi della fiction, e non viceversa. Salvini dunque se ne faccia una ragione. E mentre noi siamo qui a parlare, magari il "sommo" (come chiamano Camilleri i suoi fan) sta già scrivendo i dialoghi di Montalbano convocato a Roma dal ministro degli Interni, esponente di un Partito del Nord, che so "la Lega delle Alpi". E conoscendo i rapporti di Montalbano col potere, a cominciare dalle sue visite a Montelusa nel'ufficio del signor questore, quasi sembra di sentire il ghigno dello scrittore davanti allo schermo del computer, nella sua casa di Via Teulada, a due passi dagli studi Rai.

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