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Missione possibile, a Brescia il 1° Festival missionario

80 ospiti, 12 tavole rotonde e incontri d’ autore, veglie di preghiera e l’ originale proposta degli aperitivi con il missionario. A Brescia, dal 12 al 15 ottobre, il Festival nazionale della missione con mons. Galantino, i cardinali Tagle e Filoni e numerosi missionari


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Lo slogan, più che un auspicio, è un dato di fatto: “Mission is possible”. A Brescia, da giovedì a domenica 15, nel cuore del mese missionario, si svolge la prima edizione del Festival nazionale della Missione promosso da CIMI (Conferenza degli Istituti Missionari Italiani), Fondazione Missio (organismo pastorale della CEI) e la diocesi di Brescia (in particolare attraverso l'Ufficio missionario della Diocesi di Brescia). Direttore artistico, il giornalista e scrittore Gerolamo Fazzini.

I numeri sono corposi: oltre 80 ospiti, italiani e internazionali, una dozzina di tavole rotonde e incontri d'autore (a cui vanno aggiunte le presentazioni “in 60 minuti” nella Libreria del Festival), 7 spettacoli (concerti, rappresentazioni teatrali, esibizioni corali), veglie di preghiera in venti diversi luoghi della città e della provincia, 23 mostre diffuse sul territorio. E ancora, animazione di strada per famiglie e bambini, l'originale proposta dell'aperitivo con il missionario. Sarà monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, a concludere domenica con la Messa che sarà trasmessa in diretta su Raiuno.

L’ idea di un Festival, spiegano gli organizzatori, nasce anche dal fatto che quello missionario è un mondo che spesso fatica a fare sinergia al proprio interno e a raccontarsi efficacemente all'esterno nonostante la ricchezza di progetti e la “rete” che riesce a creare con decine di istituti religiosi e i loro centri di animazione e formazione, le diocesi italiane con i rispettivi centri missionari, i tanti gruppi attivi nelle parrocchie e le numerose riviste specializzate.

il programma

Ad aprire il Festival sarà un momento di preghiera “diffusa” in tutta la città e la provincia: in 16 parrocchie e, scelta non casuale, in quattro monasteri di clausura, una quarantina di missionari e missionarie, religiosi e laici, porteranno la loro testimonianza, rendendo presenti drammi e speranze dei luoghi più disparati del pianeta. Alle loro parole seguirà, in ciascuna sede, un momento di preghiera. Poi, da venerdì, accanto alle classiche tavole rotondetre, dedicate al futuro della missione ad gentes, a Matteo Ricci e al volto femminile della missione – troveranno spazio format meno tradizionali, come l'evento serale che unirà riflessione e spettacolo, preghiera e arte, portando sul palco anche una delle voci più autorevoli del cristianesimo asiatico, il cardinale filippino Luis Antonio Gokim Tagle.

Significativo anche il fatto che gli eventi di venerdì avranno luogo in due università della città, Statale e Cattolica, a significare che l'annuncio del Vangelo non può non dialogare col mondo della cultura e della ricerca. Il sabato avrà un momento clou già al mattino, con la consegna, da parte del cardinale Ernest Simoni (unico sacerdote vivente tra i pochi sopravvissuti al regime comunista albanese), del tradizionale Premio Cuore Amico a tre missionari italiani che si sono distinti nel loro impegno per la costruzione di un mondo più giusto. Lo stesso impegno che anima gli ospiti internazionali del pomeriggio: suor Rosemary Nyirumbe, che strappa i piccoli ugandesi a un destino di bambini soldato, padre Alejandro Solalinde, candidato al Nobel per la Pace e minacciato dai narcos messicani per il suo impegno a favore dei migranti, Blessing Okoedion, nigeriana, che racconterà la sua drammatica testimonianza sul dramma della tratta. In serata spazio invece all'arte e alla musica, con un occhio di riguardo per i giovani: prima l'aperitivo con il missionario in alcune piazze del centro città, occasione per allargare il proprio sguardo sul mondo e magari rivedere alcuni pregiudizi sui missionari; poi, dopo due spettacoli teatrali, il concerto – nella centralissima piazza Paolo VI - dei The Sun, una delle christian rock band più amate dai giovani: una serata per la pace che vedrà sul palco anche Max Laudadio, volto noto di Striscia la notizia, e proseguirà con testimonianze e preghiera nella “Notte bianca della missione”.

Domenica 15 ottobre, accanto a ulteriori momenti musicali e di intrattenimento, in piazza e nei teatri, offrirà ulteriori contenuti e stimoli con due tavole rotonde: sulle migrazioni, il primo, sul rapporto fra missione, cultura e informazione il secondo; a seguire, un dialogo su denaro e Vangelo tra l’ economista Luigino Bruni e il comboniano Alex Zanotelli. In serata un concerto di Scalamusic (legato ai missionari Scalabriniani) e l'evento conclusivo: un inconsueto duetto, a base di parole e musica, tra il cantautore Davide Van de Sfroos e padre Franco Mella, missionario del PIME a Hong Kong, anch’ egli musicista.

le mostre

Informare su temi dimenticati dai media, rievocare figure cruciali nella storia della missione, raccontare anche ai non addetti ai lavori chi sono i missionari e perché decidono di “lasciare tutto” per il Vangelo: sono alcuni degli obiettivi delle 23 mostre che faranno da sfondo, coloratissimo, agli eventi del Festival. Alcune delle mostre sono state ideate appositamente per il Festival; altre sono mostre già esistenti ma che avevano sinora avuto scarse occasioni di visibilità; altre ancora sono frutto di partnership nate proprio grazie all'evento bresciano. Tre le sezioni tematiche in cui sono divise le esposizioni, tutte a ingresso gratuito: “Giganti dell'evangelizzazione”, “Missionari d'Italia, memorie di un tesoro”, “Sguardi sul mondo”. I luoghi e gli orari di apertura sono disponibili sui materiali informativi e sul sito del Festival.

Le tappe in periferia: dall'ospedale al carcere

Sarà un festival “diverso” per molti aspetti. In primis perché coinvolgerà anche le “periferie”: il carcere (dove si terrà un evento apposito il 9 ottobre mattina), l’ ospedale (in Poliambiulanza verrà esposta una mostra su Madre Teresa già allestita al Meeting di Rimini nel 2016), il mondo dei migranti, cui verrà dedicata speciale attenzione in diversi momenti del Festival. La sobrietà sarà un altro elemento distintivo del Festival della missione, a partire dal budget (oltre il 50% delle risorse vengono dal contributo di Fondazione Cariplo).

La preghiera e l’ attenzione ai momenti spirituali (a partire dall’ adorazione eucaristica continua, in una chiesa del centro) rappresenta un altro tratto distintivo dell’ evento promosso dai missionari. Infine, il Festival della Missione sarà “diverso” da molti eventi analoghi perché, coerentemente con i propri principi ispiratori, intende lasciare anche un segno tangibile di solidarietà, grazie a tutti i partecipanti. Per questo i tre enti promotori hanno selezionato altrettanti progetti promossi da missionari nel mondo, a cui verranno devolute le offerte raccolte nel corso dell’ evento. Si tratta di un progetto per i migranti in Sicilia, scelto dalla CIMI, di un progetto delle Ong bresciane negli slum di Nairobi (Kenya), selezionato dalla Diocesi di Brescia e di un progetto a Timor Est, per la costruzione di una chiesa individuato da Fondazione Missio. Maggiori informazioni sui progetti e su come sostenerli saranno disponibili nei giorni del Festival presso l’ Info Point e sul sito www.festivaldellamissione.it

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