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Milano in famiglia

Dal Castello Sforzesco ai Navigli: ecco alcune mete della città adatte ai bambini


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Seduta sulla panchina davanti al Castello Sforzesco di Milano, Delia ascolta attenta la storia di conquiste e lotte tra i signori della città. Ha nove anni, è curiosa e chiede subito perché ci sono tanti buchi tra i mattoni. La mamma sorniona sbircia la guida, ma il papà, pratico, risponde correttamente senza bisogno di leggere: sono i fori lasciati dalle travi dei ponteggi che sono serviti per costruire l’ edificio. Mai farsi sorprendere impreparati dalla curiosità infantile, ecco perché risulta davvero preziosa una guida pensata proprio per i piccoli: I bambini alla scoperta di Milano, di Monica Buraggi, Edizione Lapis, 14 euro.

Ogni luogo è illustrato con disegni spiritosi, che sembrano dei fumetti. E poi ci sono aneddoti, particolari e giochini per fissare nella mente le cose apprese. Per la visita al Castello Sforzesco, soprattutto con un bambino al seguito, bisogna scegliere, perché ci sarebbero tante cose da vedere. La prima volta si può privilegiare il Museo di arte antica, con i bassorilievi, le statue e l’ interessante sezione egiziana. Non stancherà nessuno e incanterà gli adulti la Pietà Rondanini, l’ ultima scultura realizzata da Michelangelo Buonarroti (1475-1564), con Maria che sorregge Gesù, in piedi. Il cuore della città?

Il  Duomo, che occupa anche geograficamente il centro. Esplorare la cattedrale di Milano è un gioco, che comincia dal racconto della sua costruzione, con il trasporto del marmo lungo le vie d’ acqua, oggi interrate. A proposito di origini, da non perdere il Battistero (sotto il sagrato, l’ ingresso è accanto al portone centrale), con la vasca del fonte battesimale e i resti delle chiese che sorgevano nella piazza nei primi secoli dopo Cristo. Tornati nella cattedrale, tra cappelle, altari, vetrate, tesori il tempo trascorre veloce. Ma non si può lasciare il duomo senza salire (con l’ ascensore) sul tetto. È un’ emozione unica passeggiare tra le guglie, vedere da vicino le statue dei santi e della Madonnina e ammirare dall’ alto la piazza e la città con i suoi grattacieli.

Altra meta di rito è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, fatta costruire da Ludovico il Moro alla fine del 1400 per farne il mausoleo di famiglia. L’ opera, affidata all’ architetto Bramante, fu terminata in soli dieci anni. Nel refettorio della chiesa c’ è il famoso dipinto Ultima  cena di Leonardo da Vinci (1452-1519). Purtroppo per ammirarlo è necessario prenotare la visita, e spesso con molto anticipo (telefono 02/92.80.03.60). Una volta dentro, armati di audioguida, ci si immerge completamente nella contemplazione del capolavoro.  Chi non è riuscito a prenotare, può consolarsi con una passeggiata nel bel chiostro, anche questo del Bramante. Per la pausa, pranzo o caffè, niente di meglio del vicino bar Magenta, con i tavolini all’ esterno e l’ aria parigina. Da qui, percorrendo la via Carducci e poi la via San Vittore, si arriva al Museo della scienza e della tecnologia, dove c’ è di tutto per interessare i ragazzi: i modelli a grandezza naturale delle invenzioni di Leonardo, le sale sulle telecomunicazioni e Guglielmo Marconi, le auto d’ epoca e i motori a vapore.

Dal 2005 è esposto anche il sottomarino Enrico Toti, costruito nel secondo dopoguerra e trasportato fino al centro della città da Cremona con mille difficoltà. Nei giardini comunali di via Palestro c’ è un luogo molto amato dai bambini: il Museo di storia naturale, dove la maggiore attrazione sono dinosauri a grandezza naturale. Ma anche le giostre e un laghetto con le anatre. Verso sera, a cena, si va ai Navigli. Un quartiere che non chiude mai, vivace persino ad agosto, con le botteghe degli artisti e quelle di antichità varie. Piacerà a tutti la crociera di mezza giornata alla scoperta dei tratti più suggestivi dei due Navigli, il Grande e il Pavese.

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