E' questo che vogliamo?

Un'altra tragedia nelle acque del Mediterraneo, un altro dramma delle migrazioni. Resta valida la nostra posizione: finché non si trova una soluzione, non possiamo condannarli a morire in mare. Non possiamo respingerli, dobbiamo accoglierli.

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Guardiamoci allo specchio e facciamoci una piccola, semplice domanda: è questo che vogliamo? I morti che galleggiano nel Mediterraneo? I superstiti terrorizzati? La conta di vivi e morti, ne abbiamo salvati duecento, meno male?

Non facciamo ingannare dall'ultima tragedia al largo di Lampedusa, qui la strage è quotidiana, che arrivi sui Tg oppure no. Come scrive Fortress Europe, il sito che segue la mattanza: "Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell'Europa almeno 19.603 persone. Di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011, almeno 590 nel 2012 e 801 nel 2013. Il dato è aggiornato all'11 maggio 2014 e si basa sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 26 anni. Il dato reale potrebbe essere molto più grande".

Quindi, facciamoci quella domanda: è questo che vogliamo? Perché è tutto vero ciò che si dice e si scrive. L'Unione Europea non ci aiuta abbastanza a fronteggiare i flussi e non si fa carico di un problema che non è italiano ma continentale, come testimoniato dal fatto che moltissimi di questi profughi non vogliono fermarsi da noi ma andare altrove, verso Nord. Ed è altrettanto vero che la soluzione migliore sarebbe "aiutarli a casa loro", dare una mano all'Africa a crescere e all'Asia a vincere il sottosviluppo.

Resta però il fatto che l'Europa è quel che è: ci aiuta poco e male e non vuole farsi carico delle proprie responsabilità. E un altro incontestabile fatto è che gli ultimi nostri Governi, senza distinzione di parte o colore, hanno tagliato i fondi alla cooperazione allo sviluppo, mentre l'Europa (sotto questo aspetto migliore di noi) resta il primo "cooperante" dell'Africa. Così come è chiaro che non hanno funzionato i patteggiamenti in proposito tra Governi (pensiamo alla Libia, per restare ai fatti più recenti) e molti danni hanno fatto, almeno da questo punto di vista, gli interventi militari, occidentali e altrui, in Africa.

Quindi la domanda è sempre quella. Mentre aspettiamo che l'Europa si svegli, i nostri Governi cambino linea,  si trovi una soluzione per interrompere i turpi commerci degli scafisti e lo sviluppo riduca le ondate migratorie, che cosa vogliamo fare? Chi vuole interrompere la missione Mare Nostrum è pronto a proporre soluzioni alternative o, almeno, a prendersi la responsabilità morale dei morti annegati?

Noi restiamo della stessa opinione: non possiamo respingerli verso una morte atroce. Se sono profughi dobbiamo accoglierli.



 

Il recupero del corpo di un migrante morto in mare nel 2013 (Reuters).
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