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Migranti e oltre: l'Europa vera siamo noi

Non c'è, in Europa, un sistema migliore di quello italiano per affrontare l'emergenza migranti. Tra i Paesi del Nord e dell'Est che marchiano i profughi o invocano (solo adesso) le iniziative europee che prima osteggiavano, l'Italia è un esempio di cui andare orgogliosi.


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La Repubblica Ceca "marchia" i profughi, con una procedura che solleva sinistri ricordi. In Ungheria è il caos dietro il penetrabilissimo muro e nel Paese che orgogliosamente pretendeva di fare da solo. L'Austria del "non entra nessuno" ora chiede iniziative europee, summit europei, aiuti europei. La Bulgaria si è detta pronta a muovere i blindati. La Polonia del boom economico innescato da 181 miliardi di euro versati dall'Europa, ora è pronta ad accogliere 900 migranti, avendo una popolazione di 39 milioni di abitanti. Una pagliacciata.

Si fatica a riconoscerlo ma, per almeno una volta, la classe politica italiana fa bella figura. Intanto, forse con la sola eccezione della Germania, nessun Paese è riuscito a gestire il problema migranti con l'efficacia e l'umanità messe in mostra dall'Italia. Mettiamoci pure anche la Spagna e la Grecia, investite come noi da imponenti masse umane ma indubbiamente avvantaggiate dal confine di terra: loro hanno costruito muri e hanno confini più difendibili rispetto agli ingressi irregolari; noi, anche se fossimo più "cattivi" di quel che siamo, non possiamo alzare muri sul mare. Il dilemma se accoglierli o lasciarli annegare, quindi, è tutto e solo nostro. Siccome siamo ancora un Paese civile, abbiamo scelto di accogliere. E bene o male, riusciamo a gestire 100 mila persone nei centri di accoglienza. Gli altri che fanno, oltre a sparare gas lacrimogeni? 

Ma non solo. In giugno, quando si cominciò a capire che il piano per ripartire i migranti per quote nei 28 Paesi Ue non sarebbe passato, Matteo Renzi attaccò l’ egoismo dei Paesi dell’ Est e del Nord con queste parole: «Se non siete d’ accordo sui 40 mila non siete degni di chiamarvi Europa... Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. Non accettiamo alcuna concessione: o fate un gesto anche simbolico oppure non preoccupatevi. L’ Italia può permettersi di fare da sola, è l’ Europa che non può permetterselo».

E infatti: sono bastate due settimane di flussi come quelli che investono l’ Italia da due anni e i Paesi del Nord-Est Europa sono andati nel panico. Il Regno Unito (che pure non aderì al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone) ora vuole bloccare anche l’ ingresso degli europei (tra i quali, nell’ ultimo anno, 57 mila italiani) che, secondo il Governo Cameron, “sfruttano” il sistema inglese. Sperando, a quanto pare, che la Spagna non decida di mettere alla porta i 125 mila pensionati inglesi che si godono sole e Welfare sulle sue coste.

Aveva ragione Renzi: con tutti i suoi difetti, quello italiano resta un modello di gestione dei migranti, rispetto alle crisi di nervi altrui. E anche un modello di europeismo: con l’ embargo noi paghiamo i conti dell’ ossessione anti-russa di Polonia e compagnia, loro fanno i furbi sui migranti. L’ Europa siamo noi.  


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