Immigrati: il posto c'è, il lavoro no

Come saranno suddivisi tra le Regioni i 50 mila profughi che, secondo le previsioni del ministro Maroni, dovrebbero arrivare a breve sulle coste italiane a causa della guerra in Libia? E quale situazione troveranno, questi nuovi stranieri, rispetto al lavoro? I quesiti se li è posti la Fondazione Leone Moressa, specializzata in studi e ricerche per la valorizzazione dell artigianato e della piccola impresa, ma anche sull economia dell emigrazione.     

     Ebbene, questa nuova ondata di migranti rappresenterebbe l 1,2% degli stranieri già presenti in Italia. Ma la loro dislocazione nelle diverse Regioni italiane non peserebbe ovunque allo stesso modo, anche per l esclusione di tre di esse (Sicilia, Calabria, Puglia) per la presenza già forte di immigrati nel territorio e di una quarta (l Abruzzo) per la difficile situazione del dopo-terremoto. Se la distribuzione verrà realizzata col criterio di 1.000 stranieri per milione di abitanti, alla Lombardia toccherebbe la quota maggiore: 10.264 stranieri, che sarebbero il 20,5% di quelli già presenti; più di 6.000 alla Campania (12,2% del totale); 5.935 al Lazio (11,9%), 5.132 al Veneto (10,3%).     

     Il problema, però, secondo lo studio della Fondazione Moressa, è un altro: il lavoro. Dal 2008, infatti, causa la crisi economica, 110 mila stranieri hanno perduto il lavoro, andando a ingrossare il numero   già non esiguo   dei 155 mila immigrati disoccupati. In totale, insomma, gli stranieri senza lavoro in Italia sono 265 mila (la percentuale è del 11,4% sul totale degli immigrati, mentre la percentuale degli italiani disoccupati è dell 8%). Quindi, l arrivo massiccio di questi nuovi immigrati si collocherebbe  in un momento di particolare stress per il mercato del lavoro straniero già colpito duramente dalla crisi , scrivono i ricercatori della Fondazione.  Lo stato di disoccupazione prolungato , aggiungono,  rischia di far cadere gli stranieri nell irregolarità, poiché il lavoro è la condizione necessaria per il regolare soggiorno in Italia .     

     Peraltro, tra i dati rilevanti forniti dallo studio ci sono anche quelli relativi alle percentuali di disoccupati stranieri attuali divisi per regione: quelle che mostrano i tassi più elevati si trovano nel Nord-Ovest (Piemonte e Valle d Aosta al 15,4%, Liguria al 13,8%), insieme alla Basilicata, che ha il valore più alto (18,9%). Invece, le Regioni dove più alto è il numero degli immigrati rimasti senza lavoro a causa della crisi economica del 2008-2010 sono la Lombardia (35.000), l Emilia Romagna (17.600). E ancora  il Piemonte e la Val d Aosta (17.100).  Questa situazione , concludono i ricercatori,  deve far riflettere su un nuovo ruolo della politica migratoria che, tra le altre cose, tenda a privilegiare, ove possibile, l assunzione di stranieri già presenti nel territorio ma che hanno perso il lavoro a causa della crisi .

Un barcone in procinto di approdare a Lampedusa.
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