Meno tasse per 18 miliardi, la sfida di Renzi

Restano gli 80 euro, sconto sull'odiata tassa per le imprese e agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato. Tutte le voci della legge di stabilità

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Il premier Matteo Renzi la definisce “la più grande riduzione di tasse fatte da un governo repubblicano”. Al di là dei toni trionfalistici cui ci ha abituato, la legge di Stabilità varata dal Governo, lievitata a 36 miliardi di euro (coperta per 15 miliardi dalla spending review e per altri 11,5 dal deficit di bilancio), è tutta orientata in senso espansivo e segna certamente un cambio di stagione. Per la prima volta dopo decenni un Governo della Repubblica abbassa le tasse per famiglie e lavoro e pone le premesse per la ripresa dell’ occupazione e dei consumi. Che poi ci riesca è un altro paio di maniche. "Ora", dice, "gli imprenditori non hanno più alibi". Vediamo le principali novità della legge.

Bonus. Non cambia la platea di chi lo percepisce. Gli 80 euro diventano stabili ma 'cambiano pelle', diventando una detrazione, non più un bonus aggiuntivo (quindi una minore entrata, non una maggiore uscita, in linea con la Ue).
Giù l'Irap. Il Governo ha decretato un sostanzioso intervento sull'Irap, l'odiatissima a tassa sui fatturati delle imprese,  da cui sarà eliminata la componente lavoro (per 6,5 miliardi), che si aggiunge al taglio del 10% già operato nel 2014. 
Zero contributi per i neoassunti. Le imprese che assumono potranno godere anche dello sgravio sui contributi a loro carico, azzerati per tre anni sui neoassunti. Inoltre per sostenere i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Jobs Act il governo stanzia 1,5 miliardi aggiuntivi.
Un miliardo per i precari. Nel menù della legge di stabilità anche 1 miliardo per la stabilizzazione dei precari. Il comparto darà molto in cambio, in chiave di tagli (come i 140 milioni che arriveranno dalla riforma delle commissioni per gli esami di maturità (composte solo da insegnanti interni).
Un miliardo per la sicurezza.  Dovrebbe arrivare anche lo sblocco di scatti e progressioni di carriera per il comparto sicurezza.
Più tasse per chi investe nei fondi pensione. Le Casse previdenziali private dei professionisti si dicono pronte a investire parte del loro monte risparmio in un fondo da 5 mld a sostegno delle Pmi e dell'economia reale. In cambio nella legge fiscale si vedrebbero alleggerire il prelievo fiscale dall'attuale 20 al 12,5%, armonizzato a quello del secondo pilastro, i fondi pensioni, che invece vedrebbero un aggravio con un prelievo che sale dall'attuale 11,5% al 20%. 
Tfr. La norma che consente di mettere il busta paga il Trattamento di fine rapporto che si matura nel corso dell'anno scatterà per le retribuzioni dal primo marzo 2015 al 30 giugno 2018. Esclusi dalla possibilità i lavoratori pubblici, i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo. Bisogna lavorare da almeno 6 mesi. L’ importo sarà assoggettato a tassazione ordinaria.
Gioco d’ azzardo. Arrivano 50 milioni destinati al Servizio Sanitario Nazionale per il contrasto della ludopatia, la sindrome dei giocatori compulsivi  che finiscono di dilapidare i propri risparmi rovinando sé stessi e le loro famiglie.
Fondo famiglia. Istituito presso il Tesoro, avrà una dotazione di 500 milioni di euro all’ anno a decorrere dal 2015 da destinare al finanziamento di interventi a favore delle famiglie con figli con meno di tre anni, anche attraverso misure di carattere fiscale. Per i nuclei numerosi in arrivo anche l'esenzione dei ticket, con la riforma che sarà pronta entro fine anno.
Ecobonus. Confermato l’ ecobonus e il bonus ristrutturazioni. Il primo è al 65%, valido anche per i condomini, il secondo al 50%. Entrambi sono rinnovati fino a dicembre 2015.
Scuole non statali. Riceveranno un finanziamento di duecento milioni di euro, la metà rispetto ai fondi attuali.
Fondo per la Giustizia. Ottiene una dotazione di 50 milioni di euro nel 2015. Le risorse vengono incrementante a 90 milioni nel 2016 e raggiungono quota 120 milioni nel 2017. Tra gli obiettivi il "recupero dell'efficienza del sistema giudiziario" e il "completamento del processo telematico".
Blocco contratto statali. Viene prorogato per un altro anno, fino al 31 dicembre 2015. Rinviato di un anno, fino al 2018, anche il pagamento dell' indennità di vacanza contrattuale e il blocco degli automatismi stipendiali per il personale non contrattualizzato.

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