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Maturità in quattro anni, la sfida vinta

Presentati i risultati degli Istituti Fiorini Pantani di Busto Arsizio, tra le prime scuole a introdurre la sperimentazione nel 2013. Il direttore Mauro Ghisellini: «Risultati eccellenti, non è vero che studiare in quattro anni crea una minore preparazione ma aumenta le opportunità di lavoro internazionali»


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La Maturità conseguita in quattro anni anziché nel tradizionale quinquennio permette ai giovani di mettersi in gioco prima, come avviene in altri Paesi. È il bilancio degli Istituti Fiorini Pantani di Busto Arsizio, in provincia di Varese, promotori del Liceo internazionale quadriennale a sei anni dalla sua introduzione sperimentale. L’ analisi-focus, intitolata significativamente “La sfida è vinta”, è stata presentata nei giorni scorsi. L’ esperimento pilota prevede il diploma di Maturità un anno prima con valore legale come avviene all'estero, la costruzione di un percorso di competenze e di un curriculum certificato che consente di affrontare lo studio universitario o il lavoro come i corsi quinquennali, l’ anticipazione di esperienze formative per i giovani con evidenti benefici.

Gli Istituti Fiorini Pantani di Busto Arsizio sono stai pionieri, nel 2013, insieme al Liceo Carli di Brescia e al San Carlo di Milano. Nel corso del tempo le scuole autorizzate dal Miur a offrire il percorso quadriennale sono salite a 11 e con l’ anno in corso ne sono state ammesse 192. Dal punto di vista territoriale, 85 sono al Nord, 43 sono al Centro, 64 sono al Sud e nelle Isole. Inoltre, 144 sono Licei e 48 Istituti tecnici mentre 127 sono le scuole statali e 65 quelle paritarie.

Alla Fiorini Pantani hanno aggiunto la possibilità di prendere un doppio diploma, quello della High School Usa, via on line con la Mater Academy. E proprio ad aprile una sua iscritta, Angelicarosa Cascone, è risultata studentessa del mese. «Fra le facoltà scelte dai ragazzi prevalgono quelle economiche seguite, più o meno a pari merito, da quelle scientifiche o giuridico-sociali», spiega il direttore Mauro Ghisellini, «Non è vero che studiare in quattro anni crea una minore preparazione anche perché le ore frequentate sono inferiori al massimo di un terzo. Gli studenti invece sviluppano prima le loro potenzialità e concorrono da subito con i colleghi Ue ed extra-Ue. I risultati sono eccellenti, tutti i dati lo dimostrano tra cui le promozioni e i voti all’ Esame di Stato e gli studi intrapresi per le future carriere. Abbiamo applicato in larga scala la didattica per competenze con carattere trasversale e interdisciplinare».

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