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Modello per il Sud (e l'Italia)

La Commissione europea ha scelto la città della Basilicata come capitale della cultura europea per il 2019. Una decisione dal forte valore simbolico: si incoraggia il Meridione, e con esso tutto il Paese, a fondare la sua rinascita sul nostro straordinario patrimonio artistico e naturale.


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Tutte le città italiane candidate al ruolo di capitale europea della cultura per il 2019 avrebbero meritato di essere scelte dalla Commissione europea, perché davvero il nostro Paese è - come finalmente, forse, cominciamo a renderci conto - uno straordinario museo diffuso. Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Assisi avrebbero senza dubbio avuto i titoli per vincere questa gara. 

Detto questo, la designazione di Matera va salutata con gioia, per almeno tre ragioni. La prima è che viene premiata e si attira l'attenzione su una località del Sud, del nostro ancora e sempre martoriato Meridione, abituato a fare notizia per episodi e vicende poco edificanti. La Commissione europea ricorda, ancora una volta, che questo territorio è uno scrigno di tesori che è delittuoso non solo abbandonare, ma anche non valorizzare. Un paesaggio mirabile, un'eredità artistica impareggiabile, una gastronomia da far invidia e - non dimentichiamolo - un'attitudine all'ospitalità e all'accoglienza davvero rari. Tutte virtù riconosciute dall'Unesco che ha inserito i Sassi nel suo patrimonio nel 1993.

Ora, per la sua storia Matera è in grado di evocare - e siamo alla seconda ragione - non solo un Sud potenzialmente ricco, ma povero e sconfitto nella realtà, bensì un Sud che ha saputo riscattarsi, rinascere, inventarsi un nuovo destino. Lo testimonia la vicenda che riguarda il suo luogo simbolo, i celebri Sassi. Incredibile ecosistema urbano escogitato dai nostri avi, visse una lunga fase di decadenza, fino allo sfollamento del '52. Carlo Levi, confinato in quei luoghi, sintetizzò in maniera divenuta proverbiale la situazione: Cristo si è fermato a Eboli. Lentamente, grazie a scelte coraggiose e a una strategia intelligente, ma ancora bisognosa di essere portata a compimento, i Sassi sono stati rivalutati, sistemati, pian piano trasformati, almeno in parte, in un centro culturale e turistico unico al mondo. Optando per Matera, la Commissione europea ha voluto suggerire: è questo l'esempio che dovete seguire, prendete a modello questa caduta-rinascita per il vostro patrimonio (e non solo...) e le politiche che lo interessano.

Infine, i Sassi sono stati il set per quello che, di recente, l'Osservatore romano ha definito il miglior film su Gesù: Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Anche in questo caso il regista si dimostrò profeta - era il '64, stiamo celebrando il 50° del film - nel guardare a questa terra e a questo luogo come simbolo tragico di un popolo che non sa darsi una sorte migliore. E, ancor più da oggi, come simbolo di riscatto, di un futuro diverso. Qualche anno fa anche Mel Gibson ha registrato la sua Passione fra queste pietre antiche e meravigliose, a riprova dell'intensa forza attrattiva del luogo per iniziative culturali.

Si calcola che l'impatto economico per la neocapitale della cultura si aggirerà sui 30 milioni di euro: che potrebbero valere molto di più e moltiplicarsi all'infinito, se i cittadini di questo magnifico pezzo d'Italia sapranno trasformarli in un'esperienza virtuosa di appropriazione e valorizzazione di un'eredità più vitale che mai.

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Pasolini con Enrique Irazoqui ai Sassi di Matera durante le riprese del Vangelo secondo Matteo. In alto: una veduta dei Sassi.
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