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E la Notte Sacra fa battere il cuore mistico di Roma

Nella notte tra il 27 e il 28 maggio un programma fittissimo di preghiera, silenzio e musica animerà misticamente il cuore di Roma lungo un percorso sacro a tappe pensato per i tanti pellegrini attesi. Intervista al compositore Marcello Bronzetti


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La Notte Sacra è a Roma. Tra il 27 e il 28 maggio un programma fittissimo di preghiera, silenzio e musica animerà misticamente il cuore di Roma lungo un percorso sacro a tappe pensato per i tanti pellegrini attesi a tale importante evento. Un’ iniziativa della diocesi di Roma e dell’ Opera Romana Pellegrinaggi, finanziata da un grande centro commerciale di Roma, che ha avuto la sua anima operativa in un piccolo gruppo di musicisti “sognatori”. Tra questi il compositore Marcello Bronzetti, che, oltre a guidare nella Capitale l’ attivissimo coro “Fideles et amati”, dotato di un vasto repertorio, è anche tra gli organizzatori della Settimana di Musica Sacra di Cortona.

Maestro, come nasce l’ idea della prima Notte Sacra a Roma?

«Erano anni che insieme a mia moglie Tina e un gruppo di amici ci stavamo pensando. Poi, un giorno ne abbiamo parlato con don Paolo Ricciardi, l’ ex parroco della nostra parrocchia di Santa Silvia a Roma, che ci ha sempre sostenuti nel nostro apostolato della musica sacra, e lui a sua volta ne ha parlato con il Vescovo ausiliare di Roma Centro, Mons. Gianrico Ruzza. Da lì una catena di eventi ha scatenato l’ entusiasmo e alla fine ci siamo riusciti. Realizzare la prima Notte Sacra a Roma è stato come esaudire un sogno, come vincere una scommessa a cui all’ inizio nemmeno noi credevamo. È stato quasi come il desiderio di un bambino destinato ad avverarsi da grande... Fare la Notte Sacra a Roma, culla della cristianità, la città del Papa, la città più bella del mondo, la nostra città era per noi come esaudire il desiderio di diventare grandi. E il sogno è diventato realtà».

La Notte Sacra si inserisce nello spazio temporale tra la memoria liturgica di san Filippo Neri, fondatore dell’ esperienza dell’ oratorio e grande santo romano della misericordia spirituale, e la solennità dell’ Ascensione. Come queste due ricorrenze sacre informano spiritualmente tale evento?

«San Filippo Neri è il santo della gioia e dell’ allegria. Un uomo di Dio interamente dedito ai giovani. Un santo romano prima di tutto, seppellito proprio in quella via dove si snodano tutti gli eventi della Notte Sacra, Corso Vittorio Emanuele II. Un ottimo patrono per una notte come questa, quindi. Il fatto, poi, che tutto si svolgerà nella notte che aprirà alla solennità dell’ Ascensione è un valore aggiunto. Gesù ascende al cielo ma è con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo, è nell’ Eucaristia, nei fratelli ed è “evocato” anche nella musica, nell’ arte e nella bellezza in generale. L’ Ascensione è una festa importante per tutta la Chiesa, che ci rende maturi nella fede e ci porta a interrogarci sulla nostalgia di quel Dio che... “va a prepararci un posto presso il Padre”. E la musica... non è forse nostalgia di Dio?».

Come si articolano i singoli eventi nel corso della notte?

«Il programma è scandito dai tempi della Liturgia delle Ore: Primi Vespri alla sera, concerto alla Compieta, un altro concerto al mattino presto – in coincidenza con l’ Ufficio delle Letture – e Lodi, che precedono la Messa. Gli artisti sono tanti e ce ne sono per tutti i gusti, protagonisti di musica colta, d’ avanguardia, classica, jazz, gospel... Tutti conosciuti, qualcuno famosissimo. E poi vi saranno catechesi, preghiera, riflessione, adorazione... È la Notte Sacra che ci parla di Dio proprio nella notte, nel silenzio, nel buio. Sì, Dio parla nel silenzio, Dio è la Luce nel buio».

Quale significato spirituale ha la sequenza di chiese scelte lungo Corso Vittorio Emanuele II?

«Abbiamo voluto scegliere una grande arteria di Roma, corso Vittorio Emanuele II, e abbiamo snodato il percorso in chiese significative, di grande bellezza, e allo stesso tempo abbastanza capienti da ospitare un grande pubblico. Quattro di esse conservano i corpi di grandi santi: san Filippo Neri, santa Caterina da Siena, sant’ Ignazio di Loyola, il Beato Angelico. Roma è davvero la culla dei santi».

Avere nel panel di artisti della Notte Sacra un grande come Angelo Branduardi darà grande visibilità all’ evento.

«La presenza di Angelo Branduardi è un grande onore per tutti noi. È un artista intramontabile, che colloca le sue scelte musicali riecheggiando armonie e sonorità medioevali riuscendo come per magia ad essere di una modernità senza tempo e senza storia. Così come la spiritualità della sua musica: eterea, forse, ma per parlare ai giovani può essere accattivante. È tempo di linguaggi nuovi e, soprattutto, di strategie nuove e Branduardi è la persona giusta».

Il jazzista Paolo Fresu sarà protagonista con Daniele di Bonaventura e altri musicisti del “Laudario di Cortona”. Un artista che ama il “meticciato” di suoni, capace di unire sonarità classiche e moderne. Quale idea sta alla base di questa scelta?

«La sua idea è letteralmente geniale: unire il jazz più colto alla emozionante bellezza del Laudario. È un concerto già proposto a Umbria Jazz, dove ha letteralmente spopolato, e sta continuando ad avere un enorme successo in parecchie città d’ Italia. Anche qui è un connubio fra “sacro e profano”, tra sonorità antiche e moderne, tra linguaggi nuovi e tesori del passato. È la Notte Sacra, dove il tempo assume una dilatazione universale, è come aprire nel buio uno scrigno di tesori, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose antiche e cose nuove...».

La notte sarà scandita anche da due momenti di catechesi, animati da don Fabio Rosini e padre Maurizio Botta, dalla possibilità di confessarsi e di fare l’ adorazione eucaristica. Quale idea ha ispirato questa scelta?

«È la Notte Sacra, la musica per quanto importante deve essere la portavoce del messaggio di Gesù. In realtà non c’ è altro che ci interessa. Non vogliamo fare una bella notte di eventi musicali, se pur di ottima musica. Ci sono altre mille occasioni per ascoltare bella musica a Roma. Vogliamo, invece, una notte interamente dedicata a Dio. Proprio a Lui, che ci ha dedicato la Notte delle Notti, la Notte della Risurrezione. Per questo abbiamo scelto don Maurizio Botta e don Fabio Rosini, sacerdoti conosciutissimi da tantissimi di noi. Per questo ci sarà l’ adorazione notturna alla chiesa delle Sante Stimmate di San Francesco fino alle quattro del mattino, la Liturgia delle Ore scandita da sera a mattina, la possibilità di confessarsi presso la chiesa di Santa Maria in Vallicella, la Messa alla Chiesa del Gesù... Sono eventi non “a latere” di quelli musicali, semmai è la musica che fa da contorno a questi eventi, perché Dio possa parlare al cuore di ciascuno».

Lei, insieme ad altri musicisti, è fra gli organizzatori del Festival di Musica Sacra di Cortona, arrivata ormai alla sua 14^ edizione. Tentando un bilancio, quale frutti ha dato questo evento ecclesiale lungo tanti anni?

«Il Festival di Musica Sacra di Cortona con la sua “notte sacra” è entrato ormai nel tessuto culturale e religioso di quella città. Non è stato facile i primi anni far capire alle diverse amministrazioni comunali l’ importanza di tale opportunità. Ne è risultato, invece, un esempio raro di collaborazione fra il Comune e la comunità ecclesiale, e soprattutto di comunione fra le diverse realtà ecclesiastiche della Diocesi, che conta diciannove chiese, tutti i rami della famiglia francescana, Conventuali, Cappuccini e Minori, oltre a Cistercensi, diocesani, in quell’ ecletticità della Chiesa che la rende Corpo Mistico, ma che è allo stesso tempo anche cammino difficile e delicato. Gli eventi culturali, la collaborazione e la lungimiranza di sacerdoti, assessori e tanto volontariato ha reso possibile il “miracolo di Cortona”. Grazie alla santa caparbietà di padre Daniele Bertaccini, l’ accurata tenacia del Presidente, Walter Checcarelli, e la lungimiranza profetica di don Ottorino Capannini questo miracolo è ormai giunto alla quattordicesima edizione».

La Notte Sacra è un evento di chiesa. È stato difficile unire la “mission” spirituale della Notte Sacra con la parte organizzativa?

«No, perché anche qui a Roma è successo il miracolo e proprio qui per forza di cose tale miracolo era più “impegnativo”. La parte finanziaria è stata completamente assorbita da un’ azienda che ha veramente creduto nel progetto, il resto lo ha fatto quella creativa incoscienza di chi crede, appunto, proprio nella “mission” spirituale della Notte Sacra. Anche le cose più spirituali hanno bisogno di concretezza per realizzarsi, e ognuno ha messo ciò che lo caratterizza: idee, denaro, coscienza spirituale, solidità pratica e tanti altri carismi diversi, perché questa è la Chiesa, questa è la sua forza e la sua bellezza».

La locandina della Notte Sacra (clicca sull'immagine per scaricare il .pdf)

La locandina della Notte Sacra

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