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Ma possiamo fidarci di quegli amori in spiaggia dei figli?


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Viviamo in una località di mare. Con la fine della scuola, Marco e Camilla, i nostri figli di 19 e 16 anni, passano buona parte delle giornate in spiaggia. Camilla ci racconta alcune avventure amorose che succedono in compagnia e delle numerose esperienze sessuali. Siamo stupiti e preoccupati della superficialità e della mancanza di attenzione con cui tanti loro coetanei praticano il sesso. Io e mio marito abbiamo parlato a lungo con loro della necessità di fare le cose con la testa.

GISELLA

— Stupisce che ancora oggi, malgrado si viva nella società dell’ informazione, le conoscenze degli adolescenti sulla sessualità siano carenti e confuse. Il congresso su Aids ed epatite, promosso dalla Società italiana di malattie infettive e tenutosi all’ Università di Siena in questo mese di giugno, ha evidenziato come i teenager abbiano idee poco chiare sui comportamenti responsabili per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. E questo si manifesta con più evidenza in estate, quando si vivono gli incontri con maggiore libertà. Viene poi sottolineato il ruolo negativo dell’ eccessivo consumo di alcolici, che comporta un inevitabile calo delle inibizioni e dell’ autocontrollo. Sarebbe utile una più ampia diffusione dell’ educazione sessuale? Certamente, a patto che si tratti di educazione vera, e non di semplice informazione. Mi sembra che spesso si confondano i due livelli: quello della corretta conoscenza dei meccanismi anatomici e fisiologici della sessualità umana, delle patologie correlate e dei modi per evitarle, e quello di una educazione alle relazioni e agli affetti. L’ una senza l’ altra non soltanto sono parziali, ma possono produrre distorsioni. Parlare di sentimenti e basta finisce per idealizzare l’ esperienza amorosa, rendendola poco realistica e ancora più difficile da vivere. Ma fare informazione e basta, rischia di ottenere effetti contrari. Un esempio? Sull’ ultimo numero del Journal of Health Economics si spiega come in Inghilterra dal 2010 il taglio drastico ai finanziamenti e quindi alle ore di educazione sessuale abbia coinciso con un calo delle gravidanze indesiderate nelle minorenni. Tant’ è che nel 2015 si sono registrati solo 20 mila casi contro gli oltre 42 mila del 1999, quando il progetto di sensibilizzazione sulle pratiche sessuali era al suo culmine. Sembra che tanta informazione finisca per anticipare i primi rapporti sessuali e che i ragazzi li affrontino con eccessiva sicurezza. Penso anche che separare l’ informazione sulle esperienze sessuali dal loro sfondo emotivo e amoroso non sviluppi la capacità di riflessione e di scelta responsabile, che è una questione di cuore e non solo di testa.

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