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«Ma il tablet a scuola è proprio necessario?»


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Cara professoressa, a settembre la scuola elementare di mio figlio ha chiesto alle famiglie di acquistare un tablet come strumento didattico. Subito mi sono posta molte domande: in primo luogo, quali sono i benefici che può dare a bimbi di seconda elementare? E poi, molte questioni legate alla responsabilità in merito all’ utilizzo: come vengono gestiti in classe i tablet? Chi è responsabile nel caso in cui i bambini accedessero più o meno volutamente a siti non proprio indicati per loro?

ROSALBA

Cara Rosalba, probabilmente l’ Istituto che hai scelto di far frequentare a tuo figlio ambisce a essere al passo con le indicazioni ministeriali. Risale al gennaio di quest’ anno, infatti, la diffusione da parte del ministero dell’ Istruzione di un decalogo per l’ uso dei dispositivi mobili a scuola. In sintesi, dieci punti che partono da un elogio del cambiamento, proseguono con un’ associazione stretta tra rinnovamento della scuola e utilizzo della tecnologia digitale, promuovono strumenti visti come mezzo e non come fine, chiudono con un invito all’ uso critico della tecnologia, con l’ educazione alla cittadinanza digitale. Ma soprattutto lasciano la scelta agli insegnanti, nei modi e nei tempi che ritengono opportuni, nell’ ottica sempre di un’ alleanza educativa con le famiglie. Certamente se si sceglie di usare i tablet si pensa a qualche beneficio: la riduzione del numero di testi scolastici da mettere in cartella, per esempio, oppure la messa in atto di una didattica necessariamente chiamata ad abbandonare la lezione frontale. I dubbi, però, sono tanti e restano. Intanto non c’ è nessuna evidenza scientifica che la tecnologia migliori i livelli di apprendimento, con un dibattito che resta aperto anche in Paesi del Nord Europa in cui ci si è spinti molto avanti nella digitalizzazione. Sembrerebbe invece che l’ uso di libri di carta da toccare, annusare, localizzare nello spazio aumenti la memorizzazione dei contenuti. E poi ci sono le componenti distrazione e controllo: è necessario che l’ accesso alla rete sia limitato nel tempo, che ci sia sorveglianza sulle App scaricate. I docenti sono senz’ altro responsabili dell’ uso che di un dispositivo del genere si fa in classe. In fondo è come dare in mano una Ferrari a chi sta appena cominciando a prendere la patente: è un notevole rischio. Mentre leggevo la tua lettera ho pensato alle molte scuole in cui si impara a usar bene le mani, si insegna a contare partendo dai chicchi di mais coltivato nell’ orto. Parla con la segreteria, con la preside, chiedi dettagli e spiegazioni: accertati bene che il nuovo non escluda tutto il resto.

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