«Ma ci sono tanti casi di danni da vaccino»

Ci scrive la presidente dell’ associazione “Vaccinare informati” del Trentino Alto Adige. «La prevenzione vaccinale», dice, «ha però il suo "rovescio della medaglia", ignorato o , peggio, nascosto perché scomodo da affrontare». Ecco i perché, nel testo che ha inviato a Famiglia Cristiana.

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La nostra associazione, formata da centinaia di famiglie e migliaia di simpatizzanti, é nata nel 2006 con questi obiettivi: ottenere la libertà di scelta sui vaccini nella nostra regione, diffondere un'informazione scientificamente corretta sugli stessi e sostenere le famiglie con danno da vaccino, in collaborazione con tutte le altre associazioni italiane.

La tematica "vaccini" purtroppo spesso, (anche su FC) è affrontata a senso unico: i vaccini fanno bene e salvano l'umanità. Punto e basta. Non si accettano critiche. Come molte altre pratiche mediche, anche la prevenzione vaccinale però ha il suo "rovescio della medaglia", ignorato o , peggio, nascosto perché scomodo da affrontare. Si dimentica di dire che talvolta i vaccini causano pesanti effetti collaterali, compresa la morte.

È accettabile un danno individuale per salvare la maggioranza? In quale percentuale è accettabile? In molti Paesi del mondo ci sono Leggi che lo dichiarano apertamente, compresa l'Italia, (Legge 210 del 1992, ampliata con la Legge 229 del 2005), ma di questo non si fa mai menzione.

Ci sono tanti bambini che sono disabili proprio a causa dei vaccini. La percentuale di danneggiati nel nostro Paese, ad esempio, è ampiamente sottostimata, mancando un sistema di farmaco-vigilanza attiva.

In Italia, dal lontano 1982, gli unici casi di polio sono quelli post-vaccinici, che hanno costretto le autorità sanitarie a cambiare la somministrazione del vaccino stesso, usando il virus ucciso. Una di questi danneggiati è una ragazza di 17 anni, con polio da vaccino. Sua madre, nonostante il dramma, non si è scoraggiata, ma ha fondato il Coordinamento Danneggiati da Vaccino, per aiutare tante altre famiglie. Noi questi bambini li abbiamo sotto gli occhi, perché siamo in collegamento con tutte le altre realtà italiane come la nostra e sono tanti, davvero troppi per non rendersi conto che esistono. Per tutte le loro famiglie curarli bene diventa un percorso a ostacoli, spesso un vero calvario. Perché non ci si occupa mai di loro?

Bisognerebbe fare una ricerca seria, non sponsorizzata dalle case farmaceutiche, per vedere come mai, nei Paesi con tasso vaccinale (ad esempio diverse nazioni europee) ma con servizi sanitari efficienti, gravi malattie infettive non sono più ricomparse, mentre in Paesi dove c'è la guerra, fame, condizioni igieniche scarse, queste siano ancora presenti, nonostante ampie e massicce campagne vaccinali. Quali sono le vere cause delle malattie? Se si vaccina, ma non c'è l'acqua potabile, possiamo stare tranquilli ?

"Se i vaccini fanno solo bene di che cosa si ha paura?"

Non si capisce come mai, ad esempio, il Trentino Alto Adige, con il più basso tasso vaccinale contro il morbillo, (rispetto alle altre regioni), abbia avuto nel 2013 la più bassa incidenza della malattia naturale. Bisognerebbe anche vedere come mai a nessun bambino dopo i vaccini viene misurato il tasso anti-corpale per vedere se risulta effettivamente protetto.

Chi ha fatto i test sui propri figli ha avuto spesso spiacevoli sorprese anche in questo senso. Bisognerebbe fare una ricerca seria tra bambini vaccinati e non vaccinati: chi ha subito più ricoveri ospedalieri? Chi soffre più di asma? Chi ha il diabete, l'autismo, l'epilessia, gravi disabilità, tumori? Solo così si potrebbe vedere effettivamente se chi non vaccina è solo un egoista come spesso viene "dipinto" oppure è una persona che sceglie consapevolmente un altro modo per difendere la salute dei propri figli e della comunità dove sono inseriti.

Cominciamo dall'Europa a fare questa ricerca. Perché questa richiesta di tutte le associazioni mondiali non viene mai ascoltata? Se i vaccini fanno solo bene di che cosa si ha paura? 

Patrizia Filippi
presidente dell'associazione "Vaccinare Informati" del Trentino Alto Adige

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