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Leone: chi ci critica ci aiuti

Il direttore di rete della Rai difende la trasmissione e chiede di collaborare per non far cadere il tentativo di portare in prima serata i grandi temi umanitari


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Chiede una collaborazione anche da parte di chi ha criticato e sta criticando perché “questo è un tentativo di aprire un nuovo modo di far conoscere delle realtà che non trovano spazio in prima serata. Pensiamo che spetti al servizio pubblico sperimentare nuovi modi di aprire lo sguardo di chi non sa o non sa abbastanza su realtà tanto drammatiche”. Giancarlo Leone, direttore di Rai 1 difende la sua trasmissione. “Un programma molto rispettoso, tanto che non ci sono gli stacchi di pubblicità proprio per rispetto a un tema tanto delicato come quello dei profughi”. In una conferenza stampa affollata, Leone illustra i pregi di una trasmissione che “non è un gioco, non è uno spettacolo, non è il trasformare in fiction una sofferenza, ma il tentativo di rivolgersi al grande pubblico per porre un tema che riguarda tutti. Certo che c’ è la presenza dei vip. Senza di loro sarebbe stato un reportage o un documentario, comunque un tipo di trasmissione che non sarebbe stato adatto alla prima serata. La nostra scommessa, invece, è proprio quella di poter parlare anche di questi temi raggiungendo il più alto numero di spettatori. Il nostro obiettivo era quello di scuotere le coscienze e di portare sotto i riflettori realtà che sono sconosciute per una indecente indifferenza dell’ informazione. Lo ripeto è un tentativo di aprire nuove strade di comunicazione e racconto. E per questo ci aspettiamo che arrivino sempre di più i suggerimenti, gli aiuti, le collaborazioni di chi è a contatto e lavora quotidianamente in queste realtà”.

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