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Le parole per raccontare il più terribile dei lutti

Sono le rime che il poeta Bruno Tognolini ha scritto per la scomparsa di un bimbo di una scuola elementare di Ravenna su richiesta della maestra Barbara: «Come educatrice prima che insegnante dovevo spiegare ai miei bambini l’ inspiegabile. Mi hanno chiesto se avessi chiamato uno psicologo e ho risposto, no un poeta. La sua è stata una “filastrocca medicina”. I bambini, hanno pianto, hanno sorriso, e di nuovo pianto».


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Pubblichiamo il post che Bruno Tognolini, autore tra gli altri del successo Rime di Rabbia, ha condiviso sulla sua pagina Facebook. Raggiunto al telefono per sapere se fosse possibile moltiplicare quel messaggio Tognolini ha detto: «Quelle filastrocche, come tutte le mie altre Rime d’ Occasione, sono fatte per uno e per ciascuno, e se vanno in giro nel mondo fanno il loro dovere – e il loro piacere». Perché la poesia non è solo parte del programma da studiare, ma può essere uno strumento di formazione ed educazione e può aiutare anche i più piccoli ad affrontare l’ inaffrontabile.  

 

Le parole per dirlo

RIMA PER UN COMPAGNO DI CLASSE SCOMPARSO

Ho ricevuto due giorni fa da una maestra di Ravenna la richiesta febbrile e accorata dell'ennesima Rima d'Occasione, e purtroppo dell'ennesimo Epitaffio. Uno dei suoi alunni di prima è morto di leucemia. La maestra ieri mattina doveva parlarne ai compagni. Era suo compito di educatrice - mi ha scritto - ineludibile e al tempo stesso impossibile. "Trovare le parole giuste".

"La prego, mi aiuti".

Nella prima mail le ho risposto che non avevo letto in tempo, che non c'era il tempo, e che per me non era questo il tempo. Che mi perdonasse.

Poi mi sono seduto e ci ho provato.

Nella seconda, ieri sera, quando aveva già affrontato la sua classe da sola - cosa a sua volta giusta e buona - le ho inviato questa filastrocca, che lei leggerà stamattina alla classe, ai genitori, ad altri.

Non entrerà nella collezione RIME RIMEDIO, che ormai è in stampa. E dunque eccola qui.

* * *

RIMA PER UN COMPAGNO DI SCUOLA PERDUTO

 

Come spiegare una cosa inspiegabile?

Cosa puoi dire con una poesia?

Ma la poesia vede l’ invisibile

Dove sparisce, dovunque sia

Dove è sparito quel vostro amico?

Io sono questa poesia e ve lo dico

 

Il vostro amico è andato nel sempre

E invece noi siamo qui nell’ adesso

Nel mese lento del dodicembre

Nel sole spento che sorge lo stesso

È dentro il legno del vostro banco

È nella terra del vostro giardino

È nel compagno che avete lì a fianco

È in ogni mamma che aspetta un bambino

È dentro il vento che porta notizie

È nel sapore di una banana

Nel nero nero delle liquirizie

Nell’ acqua chiara di una fontana

 

E quando passa un pensiero distratto

Quando vi sembra di sentire un canto

Quando parlate col cane o col gatto

Quando ridete dopo aver pianto

Quando sentite un brivido strano

Quando toccate qualche meraviglia

Quando la vita vi prende la mano

Voi sorridete, e dite “Ciao William”

 

Lui è nel mondo che non finisce

È nelle cose che fate e che siete

È in tutto quello che non si capisce

E ora piangete

* * *

Promemoria finale, oggi ineludibile: volgere lo sguardo ad altri coetanei di William, non meno preziosi e non meno bambini, che muoiono nei lager in Libia o in fondo ai mari nella fuga da quei lager, senza maestre, senza poeti e senza pianti.

IL POST ORIGINALE DI BRUNO TOGNOLINI

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