«Dio non affonda, sai?». Il Papa in ospedale risponde ai bambini

Francesco presenta il suo libro "L'amore prima del mondo" al Bambin Gesù di Roma.

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“Dio non affonda, sai?”. Così Papa Francesco, nel suo nuovo libro “L’ amore prima del mondo” (Rizzoli editore) conclude la sua spiegazione del miracolo di Gesù che cammina sulle acque, rispondendo a Natasha bambina keniota di 8 anni, che gli chiede come è possibile che una cosa del genere possa essere successa. Il papa sa parlare ai bambini. Lo sa fare perché c’ è in lui una spiritualità altissima ma concreta e terrena al tempo stesso. E soprattutto c’ è una tenerezza e un istinto paterno che lui non nasconde, anzi che afferma in modo forte e indissolubile come un tratto del suo mandato e della sua personalità. E quindi quel “Dio non affonda sai?” deve essere risuonato come un invito alla speranza e un augurio concreto a non arrendersi di fronte alle difficoltà e alla sofferenza, per i bambini ricoverati presso l’ Ospedale Bambin Gesù di Roma che giovedì mattina 10 marzo hanno vissuto da protagonisti un evento avvenuto tra le corsie dove loro sono degenti.

Padre Spadaro che ha curato il libro, intervistando Papa Francesco, ha visitato i reparti di Nefrologia, Reumatologia e Fibrosi Cistica dell’ Ospedale Pediatrico sito in Vaticano insieme a Monsignor Brambilla (vescovo di Novara e vicepresidente della Cei), distribuendo in dono ai piccoli e giovani pazienti e alle loro famiglie una copia del volume “L'amore prima del mondo”. E’ stata una visita che “ci ha squagliato il cuore” hanno detto entrambi parlando al folto pubblico che ha riempito l’ Aula Salviati dove si è tenuto poi un incontro moderato da Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, che ha visto la partecipazione degli stessi Spadaro e Brambilla, oltre a Beatrice Masini (scrittrice che tra l’ altro ha tradotto in Italia la saga di Harry Potter) e Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta. Monsignor Spadaro ha raccontato come è nato il progetto di questo libro così speciale, che raccoglie 31 domande e le relative risposte date dal Papa – tra le quasi 300 arrivate da bambini di tutti i continenti.

Un libro fortemente voluto dal Papa che sin dalla prima proposta, si è dichiarato subito entusiasta di questa idea. Tutti i relatori dell’ incontro hanno sottolineato l’ importanza del messaggio che il Papa fa arrivare ai bambini del mondo attraverso questo libro, un messaggio di amore e speranza, elementi che ne permeano ogni singola pagina. In questi tempi complessi, spesso abitati dalla fatica e dal dolore, dalla vulnerabilità e dalla paura, i bambini rimangono spesso increduli e impotenti e si chiedono e ci chiedono il perché della guerra, si interrogano ed esplorano il mistero del dolore, della malattia, della sofferenza, della morte.


Quasi sempre, di fronte a queste domande, gli adulti stanno muti. Il Papa invece in questo libro risponde ai bambini, che “sentono” con il cuore che lui sa ascoltare e sa guardare oltre. E perciò gli chiedono di tutto: non ci sono solo domanda sui grandi temi, ma anche quesiti che incuriosiscono e divertono (a te piace ballare? perché hai bisogno di quel cappello alto?). Il Papa parla ai bambini da papà, da saggio. Ma anche da bambino. Sa farsi piccolo tra i piccoli. Li invita a gioire della vita, dei doni che hanno. Li invita a sentirsi capaci e potenti in un mondo che spesso li vuole piccoli e impotenti. E si rivela, così, non solo un grande Papa, ma anche un grande papà. Proprio come scrive nel libro, quando dice a Clara, undicenne irlandese che gli chiede se lui si sente il padre di tutti: “Mi piace essere un papà. Non saprei riconoscere me stesso senza questo sentimento di paternità. Non potrei proprio pensare a me stesso se non come padre”. E come un papà saggio, il Papa nelle sue risposte aiuta ad alzare lo sguardo, a vivere un’ esistenza contemporaneamente incarnata nella concretezza del “qui ed ora” e nella tensione verso un amore che viene prima del mondo, che c’ era prima che tutto fosse.

La scrittrice Beatrice Masini ha sottolineato quanto è importante che i grandi spendano tempo a leggere questo libro con i bambini, in un’ esperienza di lettura che è anche un’ esperienza di relazione intima e profonda, un modo unico per rafforzare il legame tra adulto e bambino, genitore e figlio. Perché questo è un “libro di relazione” – definizione che è stata fornita sia da Mariella Enoc, Presidente dell’ Ospedale Bambini Gesù, sia dallo stesso curatore del libro, Padre Spadaro. La conclusione dell’ incontro è stata rappresentata dalla lettera che l’ Ospedale ha inviato a Papa Bergoglio- proposta al pubblico dalla spessa Presidente Enoc, una lettera di ringraziamento, ma anche di consapevolezza che il dolore dei bambini malati va avvicinato con la cura e la scienza, ma anche con la forza del cuore. Un messaggio che nella giornata di giovedì probabilmente ai piccoli degenti del Bambin Gesù ha fatto bene tanto quanto le terapie che quotidianamente vengono loro prodigate.

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