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Lady Diana: Madre Teresa la stava portando a Dio

«È morta troppo presto. Era all'inizio del suo cammino di conversione», dice il parroco di Saint Patrick, «Ed era fortemente attratta dalla futura santa»


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Una parrocchia a Soho, proprio nel quartiere a luci rosse della capitale britannica, proprio dentro le tentazioni peggiori della nostra epoca. Eppure è qui che padre Alexander Sherbrooke porta il cuore del messaggio del Vangelo, quell’ amore e quella gioia che danno la pace e che raggiungono tutti, facendoli sentire vicino a Dio. Il parroco di Saint Patrick ogni giorno apre la sua chiesa, invitando a inginocchiarsi davanti a Gesù chiunque passi per strada, perché «l’ Adorazione è il cuore della fede e dobbiamo avere ducia che il Signore raggiungerà anche chi non Lo conosce, nel nostro mondo pieno di orgoglio e arroganza, perché è nel rapporto con Lui che troviamo la parte più vera di noi stessi».

Quello stesso affetto, il medesimo abbraccio di accoglienza incondizionata che Madre Teresa, con la quale ha collaborato a lungo e di cui ricorda la compassione sconfinata, seppe offrire alla principessa Diana. Mancano pochi giorni all’ anniversario della morte della santa, avvenuta il 5 settembre 1997, e ancora meno a quello della scomparsa della principessa Diana (31 agosto), e il sacerdote, che si trovava a Calcutta con Madre Teresa il 12 febbraio del 1992, quando la principessa la incontrò per la prima volta, ricorda la sete di amore e di spiritualità della principessa. E, con tristezza, ricorda anche il fatto che «sia stata portata via così giovane, in quel tunnel di Parigi, ad appena trentasei anni, proprio mentre stava cercando Dio».

«Avrebbe potuto fare così tanto bene se fosse vissuta più a lungo», dice padre Alexander, «perché aveva una capacità straordinaria, davvero unica e speciale, di sintonizzarsi sulle sofferenze di chi incontrava». La santa di Calcutta, secondo parroco cattolico di Soho, intuisce la solitudine e la disperazione della principessa che, tra l’ 89 e il ’ 92, vive un momento durissimo della sua esistenza, mentre il suo matrimonio si sgretola, e finisce per cercare in altri uomini una consolazione per il tradimento del marito. «Madre Teresa vuole conoscerla», ricorda il sacerdote. «È come una madre per la principessa. La santa è molto preoccupata che l’ unione di Diana con Carlo sia in crisi e si chiede che cosa ne sarà dei due figli della coppia, William e Harry. Proprio come avrebbe fatto una vera mamma. Forse presagisce quella che sarà la morte prematura di Diana e sente di non avere molto tempo per salvarla».

«La principessa a sua volta», secondo il sacerdote, «è profondamente attratta dalla piccola suora nel sari bianco, per abbracciare la quale deve piegarsi quasi in due, perché vedeva in lei una persona di grande bellezza spirituale, profondamente autentica». «Nei loro incontri Madre Teresa incoraggia Diana a coltivare quell’ amore per i più poveri e sfortunati e a trasmetterlo ai figli William e Harry, ancora bambini, portandoli sotto il Tamigi, tra i senzatetto, e anche negli ospedali dove si trovano malati di Aids e piccoli colpiti da gravi malattie», dice ancora il sacerdote.

«Diana era una persona davvero bella, con un cuore buono, pronto a conoscere Dio, anche se il viaggio verso Gesù non era ancora cominciato». Il sacerdote è convinto che Lady Diana sia stata cambiata dagli incontri con santa Teresa di Calcutta, anche se la possibilità che cominciasse davvero un percorso di conversione, che l’ avrebbe portata nelle braccia di Dio, è stato stroncato sul nascere dalla sua morte tragica. «Madre Teresa aveva il cuore tenero e generoso di Gesù e aveva capito che la principessa era una persona con gravi difficoltà psicologiche e difetti di carattere che aveva bisogno di essere salvata da Dio», spiega padre Sherbrooke. «La madre vedeva in Diana anche una persona molto importante per la vita del Regno Unito, e si preoccupava che vi fosse un buon esempio di famiglia e matrimonio nel cuore della società britannica».

Secondo il parroco di Saint Patrick, «la compassione della principessa per gli emarginati, accesa dalle sofferenze che lei stessa aveva patito durante l’ infanzia, era una reazione emotiva che aveva bisogno di essere formata e perfezionata attraverso l’ amore sacrificale della Croce. Diana aveva lo stesso cuore di Madre Teresa, ma il suo aveva bisogno di essere plasmato dall’ amore che Gesù ci dimostra sul Calvario. Soltanto guardando il Crocesso impariamo davvero ad amare», spiega don Sherbrooke. «Madre Teresa lo sapeva benissimo perché lo sperimentava ogni giorno vivendo tra i poveri. La principessa, al contrario, era soltanto all’ inizio di questo cammino spirituale. Era attratta, come tutti, dalla santità di Madre Teresa e dalla bellezza della sua vita, ricca di amore e riempita dai poveri. Esiste, tuttavia, una profonda differenza tra essere affascinati dalla religione e decidere, consapevolmente, di intraprendere una nuova vita. Con la grazia di Dio Diana avrebbe potuto decidere di cambiare la sua vita, perché nulla è impossibile a Dio, ma la principessa è morta troppo giovane è non è facile dire che cosa sarebbe successo. Diana proveniva da un ambiente molto secolarizzato e non aveva ricevuto alcuna formazione cristiana. Era, quindi, molto difficile, per lei, trovare la strada verso Dio».

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