Laboratori di legalità

Le buone pratiche contro le mafie. Progetti pensati soprattutto per le donne e i minori realizzati nei beni confiscati alla criminalità organizzata.

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"Prove di germinazione. Perché un bene è per sempre". A Bari, nell'ambito del convegno organizzato dalla Fondazione Con il Sud si presentano i progetti avviati nei beni confiscati alla criminalità organizzata. Grazie all'alleanza tra scuola, camera di commercio, associazioni e cittadini, nei quartieri più difficili della città pugliese sono nate cooperative e laboratori. Piccolo artigianato, ristorazione, una radio "kreattiva" per raccontare il territorio. Tante idee perché "la lotta alle mafie comincia dalla formazione e dalla partecipazione", come spiega Angelo Pansini, direttore dell'Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità.

"Dobbiamo far risentire i cittadini protagonisti del loro sviluppo. Abbiamo cominciato con le giovani donne, le mamme e in poco tempo ci siamo conquistati la fiducia delle persone", spiega Livia Cantore, presidente di Arci Bari parlando del progetto "Un bene è per sempre". Due appartamenti, confiscati a boss locali hanno dato vita a due laboratori dedicati ai ragazzi e alle donne. Il primo, Urban Street, ha coinvolto i minori di Bari vecchia "realizzando un laboratorio stabile di facilitazione dell’ apprendimento, laboratori di cittadinanza attiva e seminari in/ formativi sulla legalità in collaborazione con Libera, una web-radio di quartiere gestita dall’ associazione Kreattiva e un info-point mobile sulle dipendenze gestito dal Cama Lila", spiega Livia Cantore.

Il secondo bene confiscato, invece, ha reso possibile l'attività Sguardi di donne, nella struttura sequestrata in vicolo del Carmine. In particolare c'è uno "sportello sociale" gestito dalle associazioni La Rotonda e Nero e non solo!, che offre ascolto e consulenza alle donne del quartiere, sostegno alla genitorialità, con particolare attenzione alle giovani madri; attività di informazione sugli interventi di assistenza e aiuto alla persona.

"L'antimafia sociale", ha concluso Davide Pati, della direzione nazionale di Libera, "si basa sull'educazione, ma anche sull'imprenditorialità. Perché occorre dare risposte concrete e di lavoro ai giovani che vivono in territori difficili. Educazione e lavoro non possono essere disgiunti".

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