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La traduzione del canto “Agnello di Dio”


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MICHELANGELO B. Come mai nell’ Agnus Dei si usa l’ espressione «che togli i peccati del mondo» quando sarebbe più corretto e signi€cativo tradurre il «qui tollis» con «che prendi su di te»?

Il canto dell’ Agnello di Dio è stato inserito nella Messa dal papa Sergio I (687-701) sul modello delle liturgie orientali che da tempo accompagnavano la frazione del pane con canti che evocavano la passione e la morte di Gesù. In essi si faceva sovente riferimento all’ agnello, immagine del corpo di Cristo offerto per tutti sulla croce. Le parole di questo canto sono quelle con le quali Giovanni Battista indica Gesù (cfr. Gv 1, 29). Sia nel testo greco sia in quello latino il verbo usato significa togliere così come portare su di sé. Una ricca e legittima ambiguità che non poteva essere riprodotta anche in italiano. Si è così preferito mantenere l’ interpretazione precedente sia per quanto riguarda il testo biblico sia quello liturgico, come del resto anche in altre lingue. Si è voluto evidenziare l’ effetto del sacrificio di Cristo su di noi.

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