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Richiedenti asilo: Bologna punta su borse lavoro e 6 mesi d'affitto

La prima tranche del finanziamento da parte del Viminale sarà di 10.373.000 euro, cifra con la quale saranno coperti 184 giorni di accoglienza. Si parla di 800 posti per gli adulti e di 240 per i minori non accompagnati. L'Anci: «Innovazione intelligente e lungimirante»


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(A Bologna l’ accoglienza dei migranti si fa in biblioteca. Fotografia tratta dal sito del portale www.vita.it)

 

 

Bologna sarà il primo comune in Italia a promuovere  il nuovo modello di accoglienza dei richiedenti asilo. La sperimentazione, già avviata con un apposito bando, partirà a dicembre con l’ attivazione di oltre mille posti a Bologna e nei comuni dell’ area metropolitana che hanno aderito all’ iniziativa .

Le strutture non saranno più concepite come Centri di accoglienza straordinaria (Cas(, ma come Sprar, che tradotto significa "sistema di protezione internazionale per richiedenti asilo e rifugiati".

Non si tratta evidentemente di un semplice avvicendamento di sigle. Con questo nuovo modello, finanziato dal Viminale, cambiano innanzitutto i tempi dell’ ospitalità. Oggi infatti il migrante, una volta ottenuta la protezione internazionale come rifugiato, deve abbandonare entro dieci giorni il centro di accoglienza. Con i progetti Sprar invece otterrà borse lavoro, tirocini formativi e anche una copertura economica per sei mesi d’ affitto. Le risorse economiche saranno gestite dai Comuni che dovranno rendicontarle spesa per spesa.

La prima tranche del finanziamento da parte del Viminale sarà di 10.373.000 euro, cifra con la quale saranno coperti 184 giorni di accoglienza. Si parla di 800 posti per gli adulti e di 240 per i minori non accompagnati. Per ogni posto è prevista una spesa complessiva di 29 euro al giorno per gli adulti e 48 euro per i minorenni. Per l’ intero bando, che si propone l’ obiettivo di attivare circa 2600 posti da qui al 2019, la cifra messa in campo supererà i 66 milioni di euro.

 Il modello Bologna intanto ha già ricevuto piena approvazione da parte dell’ Anci.

Quella bolognese è un’ esperienza che racconta un sistema di accoglienza intelligente, lungimirante e coraggioso soprattutto in un momento storico come questo”,  ha dichiarato il referente nazionale per l’ immigrazione, Matteo Biffoni , “e sono stati coraggiosi tutti i sindaci  che hanno aderito. Questa è la risposta che occorre per le comunità e per i migranti. Solo così si evitano situazioni limite come quella di Roma”.

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