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La nazionale dei pazienti psichiatrici campione del mondo

Dopo un torneo in cui sono risultati imbattuti, ha battuto in finale il Cile 17-4. Un risultato importante per combattere la malattia


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L’ Italia è Campione del Mondo! Un cammino straordinario quello degli Azzurri che in finale battono il Cile per 17-4 portandosi a casa il secondo Campionato mondiale di calcio a 5 per pazienti psichiatrici. Italia trascinata da Mattia Armanni, capocannoniere del torneo con ben 24 gol, un’ Italia capace di uscire dalla competizione senza mai perdere una partita. «Credo che sia stata una cosa fantastica» ha commentato Tardelli  «e un’ esperienza bellissima. Tra l’ altro la nazionale italiana ha giocatori di qualità, che hanno fatto dei gol molto belli. La passione, il calcio e lo sport in generale aiutano sempre a guarire, perché non è importante il fisico ma la testa. Con la testa si fa tutto».
 
«Naturalmente sono contento per l’ Italia» ha raccontato Mihajlović «ho visto una bella partita, hanno giocato molto bene e meritatamente hanno vinto. Ma al di là del risultato è importante tutto il contorno: vedere la gente che si è divertita, ma soprattutto loro, i ragazzi, che si sono divertiti. Hanno mandato un bel messaggio e spero che dopo questo mondiale vinto, si possa sensibilizzare altra gente per continuare su questa strada».
E poi le emozioni dei protagonisti, a partire dal capitano Ruben Carini: «Emozione indescrivibile, quest’ anno il gruppo era formidabile, abbiamo dato tutto in campo ed è stata una rivincita sul mondiale di due anni fa in Giappone. La cosa più bella? Il gol di Ruggero contro la Francia …». Un pensiero anche da parte di Sergio Amato, uno che il calcio l’ ha masticato eccome in Eccellenza e in Serie D: «Mi sono divertito molto, emozione grandissima. Il calcio ti fa stare bene mentalmente e fisicamente. Vedere Ruggero alzare la coppa è stato per me il momento più bello».
 
Grande soddisfazione a chiusura del torneo anche per Valerio Di Tommaso, che ha reso tutto questo possibile grazie all’ organizzazione di ECOS, European Culture and Sport Organization e di tutto il suo staff: «E’ stato entusiasmante conoscere e vivere questo evento, dall’ inizio alla fine, ed è stato bellissimo vedere gli occhi dei ragazzi felici di partecipare a questa iniziativa: per tutti loro è un riscatto. Ecos si prenderà cura di iniziative simili e il nostro lavoro non finirà qui. Dobbiamo portare avanti progetti che aiutano i ragazzi a vivere un sogno e dimenticare quello che è lo stigma».


 

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