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Orrore a Brindisi, bomba di mafia

Due ordigni davanti a un istituto professionale di Brindisi proprio il giorno in cui avrebbe dovuto passare la carovana antimafia. Una ragazza è morta, altri sei studenti feriti.


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La matrice dell'attentato è ancora incerta, ma è quasi certamente mafia. Troppe coincidenze. Qualcosa che ricorda molto da vicino le stragi del '92 contro Falcone e Borsellino e quelle del '93 in via dei Georgofili a Firenze e a Roma in Laterano. In un momento difficile, carico di tensioni, instabile per il Paese, Cosa Nostra torna a colpire e a mettere in atto la sua strategia della tensione. Due ordigni nascosti in un cassonetto sono esplosi davanti all'Istituto professionale intitolato a Francesca Morvillo, la moglie di Falcone, proprio il giorno in cui avrebbe dovuto passare la carovana antimafia, alle 7.45, quando gli allievi si accalcavano per entrare.


Sei studenti - a quanto si è saputo finora - sono rimasti feriti e una studentessa di 16 anni, è morta all'ospedale Terrino di Brindisi. Un'altra ragazza sarebbe stata sottoposta a un intervento chirurgico. L'esplosione è stata violentissima, come dimostrano i vetri rotti sia nell'istituto scolastico ma anche in alcune palazzine vicine e un pezzo del cassonetto, dove era stato sistemato l'ordigno, ha danneggiato la saracinesca di un esercizio a un centinaio di metri dal luogo dell'esplosione. Gli studenti feriti sarebbero quasi tutti di Mesagne, dove qualche settimana fa il presidente dell'associazione antiracket Fabio Marini è stato coinvolto in un attentato: esplosa la sua auto. Oggi a Brindisi era attesa la carovana anti-mafia partita da Roma l’ 11 aprile.


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