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La legalità dell'“io” e del “noi”

Alla “tre-giorni” di Incisa Valdarno, il Movimento dei Focolari ha messo al centro il tema della lotta alla crimnalità organizzata. Ma anche dell'usura e delle ludopatie. Perché la solidarietà, la sussidiarietà e la fratellanza possono sconfiggerle.


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Non si è parlato solo di economia al Convegno Loppianolab 2013 ad Incisa Valdarno (Firenze): nell’ auditorium della piccola cittadella dei Focolari ci si è confrontati anche con altri temi importanti dell’ attualità italiana. Innanzitutto quello della legalità.

I dati nazionali recenti, portano alla luce un risveglio e una crescita delle attività della criminalità organizzata che intensifica la sua presenza anche nelle regioni del Centro-nord Italia. Proprio a Roma, Firenze, Milano, nel 1993, partì l’ offensiva delle bombe mafiose che seminò morte e lanciò un avvertimento. I parenti delle dieci vittime del '93 si chiedono ancora se i loro cari sono stati la merce di scambio, gli agnelli sacrificali, in quella che viene definita la trattativa stato-mafia. Dopo vent’ anni non hanno avuto ancora una risposta.

L’ auditorium ha potuto ascoltare diverse testimonianze di chi la mafia la combatte concretamente nella vita di ogni giorno. Come Giuseppe Gatti, Sostituto procuratore della Repubblica a Bari: «C’ è una legalità dell’ “io” e del “noi”», ha detto. «La legalità dell'“io” è quella della mafia, verticale, individualista, dove qualcuno deve prevalere sull’ altro, in conflitto continuo. La legalità dell’ “io” è forte perché si nutre e si alimenta dell’ illegalità dell’ “io” che c’ è in ognuno di noi. Nella legalità del “noi” non c’ è lo scontro ma l’ incontro, la sussidiarietà, la solidarietà, la fratellanza. Il dovere di fraternità, questo è ciò che crea una legalità circolare che accomuna tutti».

Gli appalti al ribasso possono diventare il "cavallo di Troia" delle mafie

Non è mancata la voce di Libera Toscana. Il suo coordinatore, don Andrea Bigalli, nel suo intervento ho sottolineato che «la crisi economica che stiamo vivendo favorisce particolarmente l’ usura. Non c’ è rete di usura che non abbia la mafia alle spalle. Oggi corrono fiumi di denaro illegale, molte aziende, commercianti e privati per far fronte alla crisi chiedono soldi alle “persone sbagliate”. Anche le pubbliche amministrazioni spesso si trovano inconsapevolmente a contatto con ditte di proprietà mafiosa. Gli appalti al massimo ribasso, molto in uso oggi, sono dei cavalli di Troia per le mafie».

Dall’ usura al gioco d’ azzardo il confine è sottile ma il giro di soldi resta altissimo: 76 miliardi di euro è l’ introito dello Stato su territorio nazionale per il gioco legale, 10 miliardi quelli che illegalmente finiscono nelle tasche delle mafie. In media un neonato in Italia, ha alla nascita 1.200 euro di debito da gioco d’ azzardo. «Sono dati impressionanti», ha commentato Leonardo Becchetti, ordinario di economia politica all'Università di Tor Vergata. «Non possiamo rimanere indifferenti e inermi».

Becchetti, ha invitato i molti presenti ad aderire alla campagna nazionale contro il gioco d’ azzardo e in particolare contro le videolottery: «Non possiamo essere una repubblica fondata sulla ludo-patia. La felicità non è la fortuna al gioco. Le scorciatoie spesso producono dipendenza con il miraggio della pseudo felicità. Venerdì prossimo con i ragazzi della Campagna Slotmob andremo a Biella, faremo una mega-colazione in un bar che ha tolto le slot aumentando gli spazi al suo interno per favorire le relazioni umane. Il futuro in ogni settore dipende da tutti noi. Abbiamo nelle nostre tasche, la chiave per liberarci dalle nostre catene, ma non ce ne rendiamo conto».

Concetto ribadito con forza anche dal magistrato antimafia Gatti: «Spesso i giornalisti mi chiedono quanti magistrati sono impegnati nell’ “Antimafia”. La lotta alla criminalità organizzata non la fa un magistrato o cento magistrati. Ognuno di noi, di voi, appartiene all’ “Antimafia. Chiunque fa anche un gesto semplice, una scelta diversa che si scontra con la cultura mafiosa, vi appartiene di diritto».

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