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“La fame del nostro vicino”. Un progetto solidale dei Costantiniani

Il pellegrinaggio alla Sindone è stato l’ occasione per l’ ordine cavalleresco di realizzare un’ opera benefica a Torino, a favore del Servizio Emergenza Anziani.


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Davanti alla Sindone per rinsaldare i legami con una storia millenaria. E per sottolineare il valore della solidarietà. Una delegazione dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, uno tra i più antichi della cristianità, è stata nel capoluogo piemontese per venerare il Sacro Lino.

Ancora una volta quell'immagine così misteriosa ha saputo risvegliare interrogativi, preghiere, riflessioni. La delegazione, composta da numerosi vertici provenienti da tutta Italia e dall'estero, è stata guidata dal Gran Prefetto, il principe Augusto Ruffo di Calabria, e dal Gran Tesoriere, il notaio Claudio Limontini.

La giornata si è aperta con una conferenza tenuta da monsignor Giuseppe Ghiberti, presidente della Commissione Diocesana per la Sindone. L'intervento ha toccato alcuni nodi del dibattito scientifico attorno al Telo, ma si è soprattutto concentrato sugli aspetti spirituali. «Pur non essendo materia di fede», ha osservato il sacerdote, «la Sindone è per noi un segno speciale, è una voce che parla al cuore. Anche al di là delle pur utilissime ricerche scientifiche, in questa immagine noi possiamo vedere ciò che i Vangeli raccontano a proposito della passione del Signore».

«A partire dalla sepoltura», ha proseguito monsignor Ghiberti, «il mistero dell'abbassamento di Cristo inizia a essere capovolto». Per questo l'immagine della Sindone «già prelude alla Resurrezione». Nel pomeriggio il pellegrinaggio vero e proprio, che molti dei presenti hanno compiuto per la prima volta.

L'incontro torinese è stato anche l'occasione per un'opera benefica. L'Ordine Costantiniano è infatti impegnato in un progetto solidale, denominato “La fame del nostro vicino” e volto a sostenere concretamente le famiglie più duramente provate dalla crisi. Nell'ambito di questa iniziativa, un camion di derrate non immediatamente deperibili è stato donato all'associazione “Servizio Emergenza Anziani di Torino”, una realtà che svolge un prezioso lavoro sul territorio.

Mentre nel capoluogo sabaudo avveniva la consegna degli alimenti (che nei giorni successivi sono stati distribuiti a persone e famiglie in difficoltà), a Montecarlo il Gran Maestro dell'Ordine, il principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, partecipava al “Sail for a Cause”: si tratta di una regata di imbarcazioni a vela finalizzata a raccogliere fondi da destinare a due organizzazioni umanitarie che offrono assistenza medica ai bambini, in varie aree del pianeta. Sul fronte sanitario va inoltre segnalato un progetto che vede impegnati i Costantiniani di Roma nel “Centro di Orientamento alla Salute” per persone indigenti.

L'Ordine di San Giorgio si definisce “sacro e militare” e fa risalire le sue origini all'imperatore romano Costantino, colui che, col famoso editto del 313 d.C., concesse libertà di culto ai cristiani e la cui madre, Elena, è venerata come santa. Ma quale significato può ancora avere, nel 2015, un ordine cavalleresco? «Di sicuro», risponde il principe Ruffo, «nel tempo sono cambiati obiettivi e modalità di intervento. Se fino a qualche anno fa la povertà sembrava riguardare prevalentemente i popoli lontani, attualmente dobbiamo prendere atto di quanto la crisi abbia indebolito il contesto sociale in cui viviamo. Per questo abbiamo scelto di impegnarci nel progetto “la fame del nostro vicino”. Ciò che però non cambia sono i princìpi e i valori di fondo: fin dalle origini le nostre sono finalità umanitarie. Come gli antichi cavalieri, ci schieriamo a fianco dei più deboli».

«In un'Europa che sempre più spesso tende a negare le sue radici cristiane», aggiunge il notaio Limontini, «noi vogliamo sottolineare la portata rivoluzionaria di un messaggio che ha portato dall'individualismo dell'homo homini lupus alla scoperta della fratellanza e della solidarietà. Per questo ci definiamo orgogliosamente cristiani».

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