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La crisi morde, ma il non profit regge

Segnali positivi dall’ indagine dell'Istituto italiano della donazione "L’ andamento delle raccolte fondi: stime 2013 e proiezioni 2014", giunta all’ 11esima edizione e presentata nei giorni scorsi


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L'Istituto italiano della donazione ha condotto un'indagine, "L'andamento delle raccolte fondi: stime 2013 e proiezioni 2014", in collaborazione con l'Associazione italiana fundraiser che ha coinvolto oltre 200 organizzazioni dissipando i foschi scenari dei precedenti e ridando speranza a tutto il terzo settore.

In particolare, durante la campagna dello scorso Natale, il 45 per cento delle organizzazioni ha raccolto più fondi rispetto all’ anno precedente. Tra gli strumenti di raccolta più usati, al primo posto gli eventi (30 per cento), subito seguiti da direct mailing cartaceo (28 per cento). Più distanziati, con una quota del 10 per cento, banchetti in piazza e direct mailing elettronico.

Altro discorso per l’ efficacia dei singoli mezzi: in testa direct mailing cartaceo, con il 28 per cento, seguito da eventi (20 per cento) e banchetti in piazza (13 per cento). Il dato positivo è che, a fronte di alcune criticità, come minore disponibilità economica (40 per cento) e difficoltà a trovare nuovi donatori (28 per cento), i donatori “storici” continuano a sostenere le associazioni di cui si fidano, anche in tempi di crisi.

Allargando lo sguardo all’ intero 2013, quasi il 50 per cento del campione stima di avere entrate in linea con il 2012. Quanto agli strumenti, oltre l’ 80 per cento del campione utilizza i social media (ma più per farsi conoscere che per cercare finanziamenti), mentre solo il 20 per cento usa piattaforme di crowdfunding (uno strumento di raccolta fondi che mobilita gruppi di persone intorno a un progetto).

Sul fronte dei donatori, tra le modalità di donazione preferite, al primo posto ci sono i contanti (36 per cento), seguiti da bonifico bancario (33 per cento) e da bollettino postale (30 per cento). Al quarto posto, con il 25 per cento, gli sms solidali. Secondo il World giving index 2013, a cura di Charities aid foundation, l’ Italia è ben piazzata nella classifica della solidarietà: raggiunge il 21° posto su 135 Paesi, battendo Germania, Lussemburgo, Spagna, Francia. Ottime anche le previsioni per il 2014: quasi il 60 per cento delle organizzazioni prevede di migliorare la propria raccolta fondi, mentre solo il 10 per cento ipotizza un peggioramento.

Per raggiungere l’ obiettivo, molte associazioni scommettono soprattutto sulla generosità delle imprese, a cui si aggiungono i lasciti testamentari. «Visti i dati raccolti, mi piace pensare che il 2014 possa davvero essere l’ anno del dono», commenta Edoardo Patriarca, presidente dell’ Istituto italiano della donazione, «il nostro progetto è quello di far approvare una legge che istituisca il Giorno nazionale del dono. Vogliamo dare un segno forte non per istituzionalizzare la generosità spontanea, ma per valorizzare la solidarietà degli italiani». Patriarca intende inoltre «mantenere e rafforzare l’ istituto del cinque per mille, aumentare le percentuale delle donazioni detraibili fiscalmente, varare misure a sostegno dell’ impresa sociale».

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