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La coscienza umana di Gesù


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L’ intelligenza umana non può comprendere misteri quali la Trinità, la risurrezione, la vita eterna. Come poteva farlo Gesù, con i nostri stessi limiti intellettuali in quanto uomo?
 Marcello G.


Il mistero della coscienza umana di Gesù resta tale, anche se gli indizi che il Nuovo Testamento ci offre consentono di leggerne e interpretarne alcuni tratti. Il suo profondo legame con il Padre si esprime nella forma dell’ abbandono piuttosto che in quella di una piena conoscenza. E in tale abbandono mette in gioco non solo le sue facoltà intellettive, ma innanzitutto la sua volontà libera di affidarsi totalmente nelle sue mani. In questo atto, più volte ripetuto nella sua esistenza storica e che culmina nell’ accettazione della passione e della croce, si mostra la fede di Gesù, che fonda il nostro credere e il nostro sperare. Egli «imparò l’ obbedienza dalle cose che patì» (Eb 5,8) «pur essendo figlio», il che significa che le vicende della sua storia gli insegnano una vicinanza col Padre che trova espressione nel suo assoluto fidarsi di lui.

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