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«Il sacerdote cambia alcune frasi della Messa: ma può?»


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ANGELA - Il nostro sacerdote cambia alcune frasi della Messa: «Scambiamoci... andiamo...», invece di «Scambiatevi... andate...». Così anche: «Agnello di Dio che togli il peccato del mondo». Inoltre il Venerdì santo l’ altare è stato addobbato con fiori e immagini simboliche.

La norma generale proibisce di «mutare alcunché di propria iniziativa in materia liturgica» (SC 22). Tuttavia, anche nella celebrazione liturgica non tutti i gesti e le parole hanno lo stesso valore. Le esortazioni cui si fa cenno erano in origine riservate al diacono che, secondo lo stile di allora, “ordinava” gesti e atteggiamenti all’ assemblea e pertanto usando la seconda persona plurale. È una grave infrazione se oggi si usa la prima persona plurale? È il caso di farne un problema? Che non si osservino certi segni che manifestano chiaramente il significato di una celebrazione come il Venerdì santo è, invece, assai riprovevole. Spazi di libertà e di adattamento sono previsti e persino presupposti, ma esigono intelligenza dei riti e responsabilità verso l’ assemblea.

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