Italia deferita: non tutela i disabili

L Italia deve compiere ancora numerosi passi avanti per andare incontro alle più elementari esigenze dei disabili. Troppe, infatti, sono le barriere architettoniche che impediscono l accesso ai luoghi di lavoro, ai mezzi pubblici, ai supermercati o negli alberghi. La Corte di Giustizia dell Unione Europea ha voluto dare un segnale forte deferendo l Italia davanti ai giudici di Strasburgo per il mancato recepimento dell articolo 5 della direttiva 2000/78 CE. Il testo della norma in questione è infatti inequivocabile: “Per garantire il rispetto del principio della parità di trattamento dei disabili, sono previste soluzioni ragionevoli. Ciò significa che il datore di lavoro prende i provvedimenti appropriati, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o perché possano ricevere una formazione, a meno che tali provvedimenti richiedano da parte del datore di lavoro un onere finanziario sproporzionato. Tale soluzione non è sproporzionata allorché l'onere è compensato in modo sufficiente da misure esistenti nel quadro della politica dello Stato membro a favore dei disabili”. La Corte sottolinea che l Italia di fatto non obbliga il datore di lavoro a trovare soluzioni ragionevoli a supporto dei portatori di handicap. 

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