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Immigrati, l'Italia prima in Europa per numero di nuovi cittadini

Lo rivela il XXIII Rapporto sulle migrazione dell'Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità). Al 1° gennaio 2017 gli stranieri nel nostro Paese sono poco meno di 6 milioni. Ma, rassicura l'indagine della Fondazione, non c'è nessuna invasione. Gli ingressi presto si stabilizzeranno.


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(Foto Ansa. Qui sopra: i giovani giocatori della squadra di basket Tam Tam di Castel Volturno. Hanno fra i 13 e i 15 anni e sono nati da genitori immigrati africani. Grazie a una nuova norma ora possono essere tesserati e giocare nei campionati giovanili anche se extracomunitari non in regola con i permessi di soggiorno)

Sono poco meno di 6 milioni gli stranieri - regolari e non - che vivono nel nostro Paese, al 1° gennaio del 2017. Quasi 90mila persone in più rispetto all'anno precedente. A riverlarlo è il XXIII Rapporto sulle migrazioni redatto dalla Fondazione Ismu (Inziative e studi sulla multietnicità). L'aumento delle presenze di immigrati, secondo il rapporto, è dovuto alla componente irregolare.

Ma vanno tenuti in conto i dati sull'acquisizione della nazionalità italiana: nel corso del 2016 si contano ben 202mila nuovi italiani. Una cifra significativa, che conferma una tendenza degli ultimi anni: gli immigrati in Italia sono sempre più stabili e inseriti in processo di graduale integrazione nel tessuto sociale.  Tra i nuovi cittadini italiani 4 su 10 sono minori: per la stragrande maggioranza hanno acquisito la nazionalità per trasmissione dai genitori, oppure, se nati nel nostro Paese e residenti qui in modo continuativo, l'hanno ottenuta per opzione una volta diventati maggiorenni. L'Italia si attesta al primo posto in Europa per  numero di acquisizioni della cittadinanza, seguita da Regno Unito, Spagna, Francia, Germania, Svezia, Belgio, Paesi Bassi. Negli ultimi cinque anni, il processo di naturalizzazione in Italia è andato via via consolidandosi: un trend che caratterizza in modo peculiare l'Italia rispetto al resto dell'Unione europea, dove invece le naturalizzazioni vanno diminuendo. La comunità rumena continua a essere quella più numerosa, seguita da quella albanese e quella marocchina. 

Quanto all'aumento degli ingressi, il rapporto Ismu rassicura: nonostante le ondate di sbarchi di migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere le nostre coste, siamo ben lontani da un'invasione. L'immigrazione, dunque, non rappresenta un allarme. Le previsioni dell'Ismu valutano che nei prossimi venti anni l'incremento della popolazione straniera subirà un rallentamento fino ad arrivare una situazione di sostanziale stabilità e assestamento intorno a circa 5,3 milioni di residenti.

Uno dei temi più controversi e dibattuti a livello pubblico riguarda la convenienza o meno della presenza dei migranti: gli stranieri contriobuiscono o no alla crescita e allo sviluppo del nostro Paese? E se sì, in che misura? Dal punto di vista demografico, oggi è chiaro che la presenza di immigrati sia di sostegno alla natalità e al ringiovanimento della popolazione autoctona (nel 2016 i 69mila nati stranieri rappresentano il 14% dei nati complessivi). Ma questo beneficio non durerà ancora a lungo. Con il passare degli anni, infatti, il tasso di natalità della popolazione straniera residente tende a uguagliare quello della popolazione autoctona. Altra questione dibattuta è il rapporto tra welfare e immigrazione, così come l'apporto del lavoro degli immigrati al Prodotto interno lordo italiano. Un dato positivo: fra gli immigrati diminuisce la disoccupazione. I giovani stranieri tra i 15 e i 24 anni sembrano transitare verso il mercato del lavoro con più facilità rispetto ai coetanei italiani. Ma è anche vero che l'abbandono scolastico tra i giovani immigrati è di molto superiore a quello tra gli italiani. Quanto alle scuole, la Lombardia si conferma la prima regione per numero di alunni stranieri con quasi 204mila presenze, seguita da Emilia Romagna, Veneto, Lazio e Piemonte. 

Il Rapporto Ismu è stato presentato a Milano al convegno "Immigrazione e futuro dell'Europa", nel corso del quale sono stati assegnati i due premi Ismu 2017, in collaborazione con Fondazione Bracco: uno alla cooperativa Nazareth di Cremona che si occupa di minori stranieri non accompagnati, l'altro a Fondazione Avsi per il progetto di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo "Cucinare per ricominciare". Un terzo premio è stato assegnato da Fondazione Cariplo a Roberta Lo Bianco, una dei primi tutori volontari di minori stranieri non accompagnati.  

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