In Islanda, cantando in dialetto veneto

Erica Boschiero fa parte di "Ambasciatori in musica", associazione di musicisti e cantautori che promuovono in giro per il mondo la lingua e la cultura italiana attraverso la loro arte.

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    Da Oslo e i fiordi norvegesi a Reykjavik, in Islanda, passando per Tallin, Riga e Minsk, in Bielorussia, fino ad arrivare al lontano Kazakhstan. Con la chitarra in spalla e le sue canzoni. Erica Boschiero, 27enne cantautrice veneta, nel corso del 2010 ha macinato una gran quantità di chilometri per portare in giro per il mondo, tra gli italiani che vivono all'estero e gli studiosi della cultura italiana, la sua musica e l'esperienza di chi lavora a livello artistico con la lingua e le parole. Erica fa parte dell'associazione non profit "Ambasciatori in musica", nata un anno fa da un'idea di Sandro Petrone, giornalista del Tg2 che, nonostante la carriera di inviato speciale e di guerra in giro per il mondo, non ha mai abbandonato la vocazione giovanile di cantautore, coltivata a Napoli, la sua città di origine. E ha chiamato numerosi musicisti e intepreti della canzone d'autore a diventare, appunto, ambasciatori della lingua e della cultura italiana nel mondo, attraverso il progetto "Porta Parola", rivolto alle comunità di italiani all'estero ma anche a tutti gli amanti della nostra lingua, con la collaborazione delle Ambasciate d'Italia e gli Istituti italiani di cultura.

     A fare da ambasciatori, nomi già affermati sulla scena artistica, come Maria Pia De Vito, interprete jazz di fama internazionale, Tony Cercola, percussionista e compositore, il cantautore Max Manfredi, il chitarrista Martino De Cesare. Ma soprattutto le nuove leve, i giovani cantautori di qualità della nuova generazione,  nomi come la romana Pilar e l'italo-brasiliana Sandy Müller, artisti di grande talento e spessore culturale ma meno noti al grande pubblico, provenienti da diverse regioni - per rappresentare l'Italia intera anche nelle sue varianti linguistiche - e spesso cultori della musica dialettale e tradizionale della loro terra d'origine.

     Come Patrizia Laquidara, cantautrice siciliana di nascita veneta di "adozione", che da anni si dedica alla ricerca nel campo delle tradizioni popolari, anche non italiane, e nel suo ultimo album Il canto dell'Anguana - in uscita a fine febbraio - raccoglie brani cantati interamente in dialetto alto vicentino, un omaggio alla terra in cui vive. Come Elsa Martin, origine friuliana e formazione jazz, che recupera il patrimonio musicale etnico e le melodie antiche della sua regione. E come, appunto, Erica Boschiero, che vive in provincia di Treviso ma è originaria del Cadore,  e lavora molto sul dialetto veneto nella sua musica. «E' una passione ereditata da mio padre», spiega, «inoltre per anni ho collaborato con un'associazione di volontariato: il pomeriggio di Capodanno andavo a suonare per gli anziani delle case di riposo nei paesi del trevigiamo; così, è stato naturale apprendere i canti tradizionali». Cantastorie che ha sperimentato l'arte di strada a Venezia, Erica ha all'attivo un album da solista, Dietro ogni crepa di muro, nel quale hanno suonato anche alcuni musicisti di strada conosciuti durante le sue peregrinazioni artistiche con la chitarra in spalla.

     E con la sua chitarra e la sua voce, da vera artista girovaga, Erica ha viaggiato per il mondo come "ambasciatrice in musica". «A giugno 2010 ho partecipato, insieme ad altri musicisti, alla prima edizione del progetto "Porta Parola" a Oslo; era una manifestazione sul vino italiano: mi sono esibita a bordo di una nave in un fiordo norvegese». L'impegno più importante, con il sostegno delle Ambasciate d'Italia e gli Istituti italiani di cultura, è stata la Settimana della lingua italiana nel mondo, lo scorso ottobre. «Mi sono mossa tra Islanda, Estonia, Lettonia, fino alla Bielorussia. A Minsk ho tenuto durante il pomeriggio una lezione all'università sul mio rapporto artistico con la lingua italiana e con il dialetto; ho spiegato come nasce una canzone e come uso il linguaggio. L'aula era piena di giovani studenti di italiano, che parlavano sorprendentemente bene la nostra lingua». Gli incontri si svolgono in genere come lezioni-concerto, spettacoli che, oltre all'esibizione musicale, prevedono conversazioni sulla lingua nel suo rapporto con la composizione musicale, l'uso delle struttture linguistiche e delle figure retoriche, il rapporto dell'artista con la tradizione popolare e la cultura locale, nonché con la musica internazionale.
 
     Nonostante la crisi e i tagli ai budget, "Ambasciatori in musica" è riuscita a portare i suoi artisti fino in Brasile, negli Stati Uniti, in Egitto, nelle Filippine. E poi in Kazakhstan. «Là siamo andati grazie all'invito dell'Eni, che ci ha finanziato. Era un evento rivolto agli italiani che lavorano in quel Paese per la compagnia». E per il 2011, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, l'associazione ha in cantiere una serie di proposte, fra le quali un musical, e oltre alla musica si è aperta anche alla danza. Erica, intanto, prosegue la sua attività artistica, porta avanti il progetto di uno spettacolo teatrale. E aspetta di riprendere la sua chitarra in spalla e partire per nuovi mondi. Per far conoscere, attraverso la sua voce, la bellezza e la melodia della lingua italiana. 

 
   

Erica Boschiero in concerto (foto di Valeria Bissacco).
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