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Vegliò: "Così si crea l'integrazione"

Politiche fiscali e per la casa, iniziative educative per integrare e non escludere. Il presidente del Pontificio consiglio per i migranti replica indirettamente alla Moratti.


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La sfida è quella di una “società integrata”. Monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti parla a Milano, rispondendo indirettamente alla Moratti, nella sede dell’ Università cattolica, davanti ai sindaci delle maggiori città italiane. A essi ricorda che “mai come oggi le migrazioni sollecitano che si progetti una società nella quale si allarghino gli spazi di appartenenza e di partecipazione e si restringano quelli di emarginazione e di esclusione”. Monsignor Vegliò ha fatto cenno anche agli scontri avvenuti lo scorso febbraio a Milano e a quelli di Rosario.

“Questa e altre vicende”, ha affermato, “accadute in Italia negli ultimi mesi, pongono grandi interrogativi sulla gestione dell’ immigrazione in zone periferiche già a rischio”. E ha aggiunto “in un Paese come l’ Italia, che ormai conta un buon numero di immigrati e si confronta con una forte pressione immigratoria, è sempre più urgente l’ attuazione di progetti per l’ integrazione”. Non secondario è poi il tema dell’ educazione e quello che ha definito “impegno interetnico”.

Le istituzioni educative, secondo il vescovo, “sono oggi in prima linea nella formazione di persone capaci di apprezzare la diversità, evitando chiusure pregiudiziali”. Sul piano concreto, infine, il presidente del Pontificio consiglio ha invitato i sindaci e le istituzioni a pensare a “una nuova politica fiscale, della casa, dell’ accompagnamento e della sicurezza sociale, della tutela della salute e della vita di tutti” (in allegato il testo dell'intervento).

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