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Lo scrittore Nesi: puntiamo sui giovani

Dopo la vittoria allo Strega con "Storia della mia gente", lo scrittore di Prato esce oggi con "Le nostre vite senza ieri", in cui auspica un Piano Marshall delle idee.


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A un anno e mezzo dalla vittoria al Premio Strega con Storia della mia gente, Edoardo Nesi torna in libreria con un nuovo libro, Le nostre vite senza ieri, pubblicato come il precedente da Bompiani. E tra i due libri emerge una forte continuità. Stilistica, perché nel nuovo libro ritroviamo quell'originale formula che intreccia inserzioni narrative, cronaca, autobiografia, saggio, pamphlet. Ma anche di contenuto: è come se il discorso affrontato in Storia della mia gente venisse ripreso, approfondito e proiettato su una scala più grande, quella nazionale.

Il libro vincitore dello Strega dava voce, in maniera originale e inedita, ai piccoli imprenditori travolti dalla globalizzazione. Prato, la città dello scrittore, dove vive la più popolosa comunità cinese d'Italia, ne era lo scenario. Nesi raccontava la sua storia di imprenditore, costretto, nel 2004, a vendere di fronte alla crisi. Alla sua storia si intrecciavano e ricollegavano le storie di una città e di un Paese intero. Un testo che aveva saputo fotografare e interpretare un mondo, come raramente la letteratura aveva saputo fare.

Se quel libro tanto fortunato era espresisone di un disagio, della crisi, il nuovo attua un cambio di prospettiva e rivolge lo sguardo al futuro. Anzitutto, mettendo al centro i giovani, autentici protagonisti di Le nostre vite senza ieri. Con loro - dice Nesi - siamo in debito: non gli abbiamo dato quello di cui avevano realmente bisogno. E si fanno anche nomi e cognomi dei colpevoli: le generazioni adulte e la classe politica. L'Italia è invecchiata, senza saper adattarsi al mondo che cambiava e cercando un nuovo ruolo all'interno del mercato globale. Ai giovani è rimasta solo una manciata di povere di stelle.

Come se ne esce? Puntando sui giovani. Da loro, e solo da loro, verranno le idee realmente innovative in grado di farsi spazio nel mercato agguerrito di oggi. Come criterio per valutare i nuovi prodotti, dice provocatoriamente l'autore, dovremmo verificare se sono "comprensibili" alle generazioni non più giovani: in quel caso, sarebbero da scartare, perché già obsoleti. In un vero e proprio Piano Marshall delle idee, andranno selezionate quelle vincenti e finanziate con denaro pubblico. Rischioso? Certo, ma qualcuno - chiede Nesi - ha in mente alternative valide?
Inoltre, come Paese, dobbiamo imparare a "vendere" quello straordinario patrimonio di cultura e bellezza di cui la storia ci ha fatto dono: possibile che non abbiamo ancora imparato a valorizzare questo incredibile tesoro? La formula della rinascita è arte-artigianato-web.

Non manca un giudizio sulle riforme allo studio in tema di lavoro. Nesi osserva che è paradossale concentrare tutta l'attenzione e le speranze in una riforma che permetta di liberarsi più facilmente dei lavoratori. La preoccupazione dovrebbe essere la crescita, la sola in grado di far ripartire la domanda di lavoro. Il Governo tecnico, in questo senso, sta prendendo un colossale abbaglio.

Sul prossimo numero di Famiglia Cristiana, in edicola da giovedì 8 marzo, sarà pubblicata una lunga intervista allo scrittore.

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Edoardo Nesi, pratese, classe '64, ha vinto lo Strega con Storia della mia gente.
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