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Il Papa: «La mondanità, tentazione del maligno»

«La via di Dio è quella dell'umiltà e non esiste umilità senza umiliazione», ha ricordato il Papa Francesco durante la Messa della domenica delle Palme. «Il maligno, invece, ci tenta con la mondanità, la via del successo, della vanità, dell'orgoglio...».


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Anche quest'anno papa Francesco impugna la croce astile di legno d'ulivo. Per la domenica delle Palme, la piazza addobbata con le piante donate dalla regione Puglia e con i palmurelli di San Remo e Bordighera, i fedeli sono giunti numerosissimi. In particolare i giovani che celebrano nelel diocesi la XXX Giornata mondiale della Gioventù.
Papa Francesco, in una omelia breve, ma intensa, ritorna sul tema della mondanità, «una strada contraria a quella di Cristo». Il Papa ricorda: «La mondanità ci offre la via della vanità, dell’ orgoglio, del successo... E’ l’ altra via. Il maligno l’ ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. Ma Gesù l’ ha respinta senza esitazione».
La via scelta da Gesù è un'altra. E' quella dell'umiliazione. «Questa parola», spiega papa Francesco, «ci svela lo stile di Dio e del cristiano: l’ umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo il Libro dell’ Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà».
E poi papa Francesco ricorda le umiliazioni di Gesù durante la Settimana Santa: il disprezzo dei capi del suo popolo, il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro, le urla della folla che chiedono libero Barabba.  «In questa Settimana, la Settimana Santa, che ci conduce alla Pasqua, noi andremo su questa strada dell’ umiliazione di Gesù. E solo così sarà “santa” anche per noi!», ammonisce il Papa. Ricordando che «questa è la via di Dio, la via dell’ umiltà. E’ la strada di Gesù, non ce n’ è un’ altra. E non esiste umiltà senza umiliazione. Percorrendo fino in fondo questa strada, il Figlio di Dio ha assunto la “forma di servo”. In effetti, umiltà vuol dire servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, “svuotandosi”, come dice la Scrittura. Questa è l’ umiliazione più grande».
Ed è solo seguendo questa strada, questa umiliazione, che possiamo, con Cristo, vincere la tentazione della mondanità, «non solo nelle grandi occasioni», dice Francesco, «ma nelle comuni circostanze della vita». In questo «ci aiuta e ci conforta l’ esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile... Pensiamo anche all’ umiliazione di quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona. E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi: non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi. Lo seguono sulla sua via. Possiamo parlare di “un nugolo di testimoni”. Mettiamoci anche noi decisamente su questa strada, con tanto amore per Lui, il nostro Signoree Salvatore. Sarà l’ amore a guidarci e a darci forza».

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