Il Papa ai Vescovi: "Non scontratevi, costruite e amate"

"Non cadete nella tentazione di sacrificare la vostra libertà circondandovi di cori di consenso". Un appello all'unità, ma anche un allusione al dibattito sui divorziati e risposati.

Pubblicità

«Pur custodendo gelosamente la passione per la verità, non sprecate energie per contrapporvi e scontrarvi ma per costruire e amare». Incontrando i vescovi nominati nell'ultimo anno, papa Francesco li incoraggia a cercare l'unità. Parole importanti in vista del Sinodo, le definisce l'Osservatore romano. L'allusione, chiara, è alle polemiche che in questi giorni sembrano contrapporre diversi esponenti di curia e non solo.

La questione della Comunione ai divorziati risposati, delle unioni di fatto, di temi etici sta esplodendo sui mass media. Ma arrivano le parole di papa Francesco che dice ai vescovi: «Non cadete nella tentazione di sacrificare la vostra libertà circondandovi di corti, cordate o cori di consenso». Il Papa sente «il dovere di ricordare ai Pastori della Chiesa l’ inscindibile legame tra la stabile presenza del Vescovo e la crescita del gregge. Ogni riforma autentica della Chiesa di Cristo comincia dalla presenza, da quella di Cristo che non manca mai, ma anche da quella del Pastore che regge in nome di Cristo. E questa non è una pia raccomandazione. Quando latita il Pastore o non è reperibile, sono in gioco la cura pastorale e la salvezza delle anime. Pertanto, non Vescovi spenti o pessimisti, che, poggiati solo su sé stessi e quindi arresi all’ oscurità del mondo o rassegnati all’ apparente sconfitta del bene, ormai invano gridano che il fortino è assalito».

«La vostra vocazione non è di essere guardiani di una massa fallita, ma custodi dell’ Evangelii gaudium, e pertanto non potete essere privi dell’ unica ricchezza che veramente abbiamo da donare e che il mondo non può dare a sé stesso: la gioia dell’ amore di Dio. E dopo averli esortati «ad abitare in Dio», a non essere "vescovi contenti in superficie", o sempre in fuga da qualche parte, di ascoltare i loro sacerdoti, di svegliarsi di notte, all'alba per ridestare la fede, li mette anche in guardia: «Vi prego inoltre di non lasciarvi illudere dalla tentazione di cambiare di popolo. Amate il popolo che Dio vi ha dato, anche quando loro avranno “commesso grandi peccati”, senza stancarvi di “salire dal Signore” per ottenere perdono e un nuovo inizio, anche al prezzo di veder cancellate tante vostre false immagini del volto divino o le fantasie che avete alimentato circa il modo di suscitare la sua comunione con Dio».

Pubblicità