Immagine pezzo principale

Il frate celebra Messa per il boss, ma la Curia ricorda: "Inconciliabili mafia e Vangelo"

Palermo, nel quartiere della Kalsa, il religioso officia l'eucarestia in suffragio di un mafioso. La Curia sottolinea ancora una volta “l’ inconciliabilità dell’ appartenenza alle organizzazioni mafiose con l’ annuncio del Vangelo”.


Pubblicità

Una Messa in suffragio di di Tommaso Spadaro, boss del quartiere Kalsa a Palermo, considerato “re” del contrabbando e della droga e condannato per l’ omicidio del maresciallo dei carabinieri Ievolella. L’ episodio risale a ieri, giorno del trigesimo della morte di Spadaro per il quale, un mese fa, il questore di Palermo aveva vietato i funerali pubblici. Un episodio raccontato oggi dal cronista di Repubblica Salvo Palazzolo che ha seguito la celebrazione. Il sacerdote officiante è un carmelitano scalzo che ha già fatto tanto parlare di sé alla fine degli anni Novanta. Era il novembre 1997 quando Mario Frittita venne arrestato per avere celebrato messa nel covo del latitante Pietro Aglieri. Condannato in primo grado a due anni e quattro mesi fu poi assolto in appello e in Cassazione. Tornato alla Kalsa, venne accolto a braccia aperte da molti fedeli.

È qui, alla chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, nello stesso quartiere che ha visto crescere e giocare i giudici Falcone e Borsellino uccisi dalla mafia nel 1992, che Frittitta, ormai ultra ottantenne, ha ricordato ieri Tommaso Spadaro. “Come viatico del pellegrinaggio terreno, concedi al nostro fratello Tommaso di partecipare al banchetto del cielo per Cristo nostro Signore – ha detto Frittitta durante la Messa con le parole della liturgia dei defunti. E ha aggiunto, nella preghiera eucaristica: “Lo hai chiamato a te da questa vita e come per il battesimo l’ hai unito alla morte di Cristo tuo figlio, così rendilo partecipe della sua venuta…”.  

La Curia con un comunicato ufficiale ha sottolineato ancora una volta “l’ inconciliabilità dell’ appartenenza alle organizzazioni mafiose con l’ annuncio del Vangelo”. Ma ciò che fa discutere in queste ore oltre all’ episodio in sé sono l’ atteggiamento e le frasi rivolte dal frate al cronista che gli chiedeva spiegazioni, e che sono state registrate in un video. “Stia attento a come parla – dice ad un certo punto il frate rispondendo alle domande del giornalista – perché altrimenti lei la paga. …Perché il Signore fa pagare queste cose”.

“Queste parole di padre Mario Frittitta al collega cronista Salvo Palazzolo che incalzava il frate, ci lasciano sorpresi e sconcertati”, scrivono  in una nota il segretario regionale dell'Assostampa Siciliana Roberto Ginex, il presidente dell'Ordine dei giornalisti Giulio Francese e il segretario provinciale Assostampa Palermo Giuseppe Rizzuto. “Non può passare sotto silenzio che venga celebrata una Messa in suffragio di un boss scomunicato dalla Chiesa e condannato dallo Stato per gravi reati. Mentre risuonano le parole pronunciate dal Papa nell’ ultima visita a Palermo nel settembre scorso: “Non si può credere in Dio ed essere mafiosi, chi è mafioso non vive da cristiano”. 

Anche il sindaco Orlando è intervenuto: "Nessuno", ha dichiarato, "in nessuna circostanza e da nessun pulpito può minacciare un giornalista che svolge il proprio lavoro; soprattutto se quel giornalista si sta occupando di mafia e di criminalità organizzata. Palermo e la Sicilia hanno bisogno di giornalisti che facciano domande scomode, soprattutto sulla mafia e sui suoi legami e rapporti nella società."

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo