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Commercio equo solidale, festa per un milione di lavoratori

Il 13 maggio si celebra la giornata mondiale del commercio equo solidale. Una realtà che coinvolge un milione di lavoratori nel mondo per un fatturato di 8 miliardi di euro. Il rapporto di Equo garantito, aspettando la legge arenata al Senato


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Il 13 maggio è la Giornata mondiale del Commercio equo e solidale, una realtà ormai consolidata e che vede in Italia un punto di riferimento in  Equo Garantito - Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale, l’ associazione che rappresenta le Organizzazioni di commercio Equo e Solidale. Nell’ occasione del giornata ha presentato un dettagliato rapporto che analizza la situazione di questa fascia di mercato, che sta incrementando diffusione e profitti. In Italia i punti vendita che faanno capo a questa organizzazione sono 234,  a cui si aggiungono 5 caffetterie.  
Continua ad aumentare il numero dei soci totali, quasi 35.000, mentre si mantiene intorno ai 4.700 il numero totale dei volontari. Anche il numero dei dipendenti è tornato a salire leggermente, arrivando a 939, di cui il 49% è donna. I ricavi totali del commercio equo e solidale in Italia sono di 150 milioni di euro di cui la metà,  quasi 75milioni di euro  di organizzazioni che fanno parte di Equo garantito. 
I ricavi totali dalla vendita di prodotti del commercio equo e solidale sono pari a 64.327.301 €,Il 29% dei ricavi da Commercio Equo e Solidale proviene dalla vendita al pubblico, il 45% dalla vendita a soggetti dell’ economia solidale ed il 24% a soggetti commerciali (2% altri canali). E’ aumentato del 12% dal 2013 il numero dei trasformati di propria produzione (609) di cui il 47% è prodotto di Commercio Equo e Solidale, ovvero con materie prime equosolidali almeno al 70% del peso o valore. Il 27% sono biologici Il valore delle importazioni dirette dai produttori è in aumento, quasi 13milioni di euro nel 2015, mentre erano quasi 12milioni nel 2013. Il dato più interessante è sicuramente che nel 2015 sono stati inseriti 24 nuovi produttori che non avevano contatti pregressi con importatori italiani e questo significa continua apertura e ampliamento delle relazioni e dei prodotti per le nostre attività. . Il numero di produttori partner dei nostri soci più alto è in Asia (ben 93 produttori), ma la % maggiore del valore delle importazioni dirette proviene dall’ America Latina (51%). Il 10% del valore delle importazioni dirette proviene dall’ Africa.

Se allarghiamo lo sguardo al mondo  scopriamo (fonte Altreconomia) che in totale i lavoratori del Commercio equo e solidale sono un milione, tra cooperative e piccoli produttori, per 2.000 realtà produttive che coinvolgono 50 Paesi.  Il fatturato complessivo è di 8 miliardi di euro. Uno su 3 gli italiani che hanno comprato almeno un prodotto di commercio equo e solidale, mentre il 20 % è un acquirente regolare. 
Equo garantito sta seguendo l’ iter della Legge nazionale sul Commercio Equo e Solidale.

Equo garantito sta seguendo l’ iter della Legge nazionale sul Commercio Equo e Solidale.Nel marzo 2016  è stata approvato il disegno di legge alla Camera ma si è tutt’ oggi in attesa dell’ approvazione definitiva in Senato. Il Senato non sembra ancora pronto a chiudere questo lungo cammino e nuovamente i passi verso la decisione finale sono rallentati, apparentemente senza motivazioni sostanziali. « Più volte abbiamo sottolineato ed evidenziato come le pratiche e i valori del Commercio Equo e Solidale siano stati promossi in Italia e nel mondo a prescindere da normative di settore», si legge nel rapporto di Equo garantito. «Tuttavia, siamo persuasi dell’ importanza di un riconoscimento formale che darebbe concreto sostegno e visibilità all’ impegno ultra-trentennale di migliaia di operatori, volontari e sostenitori del Commercio Equo e Solidale nel nostro Paese. 
Una normativa dedicata al Commercio Equo e Solidale, dunque, riconoscendo semplicemente ciò che già esiste, contribuirebbe a garantire maggiormente i consumatori nelle loro scelte di acquisto. Sarebbe altresì “giusta”, perché il Fair Trade rappresenta un mercato in espansione e denota – insieme al mondo del biologico – una sempre maggiore attenzione dei cittadini alle questioni sociali ed ambientali e “utile”, perché il Commercio Equo e Solidale, da sempre, punta a coniugare impresa e solidarietà, prodotti di qualità e supporto alle realtà produttive svantaggiate (nel Sud e oggi anche nel Nord del mondo). 
Aggiungiamo, infine, che l’ approvazione di una disciplina sul Commercio Equo e Solidale costituirebbe una significativa innovazione che potrebbe orientare in maniera rilevante il futuro sviluppo del sistema produttivo italiano». 

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