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Il cardinale Pell condannato a sei anni

È stata quantificata in sei anni di reclusione (la pena inflitta al cardinale australiano George Pell a seguito del verdetto di colpevolezza per abusi emesso lo scorso dicembre. Sul caso è stata annunciata anche un'indagine canonica.


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È stata quantificata in sei anni di reclusione (per i quali potrà chiedere la libertà su cauzione dopo avere scontato almeno 3 anni e otto mesi) la pena inflitta al cardinale australiano George Pell a seguito del verdetto di colpevolezza per abusi sessuali, commessi nei confronti di due coristi minorenni quando era arcivescovo di Melbourne negli Anni Novanta.

Il verdetto della giuria era stato emesso lo scorso dicembre, ma la notizia era rimasta secretata fino a pochi giorni fa, a causa di un provvediemento del Tribunale che aveva vietato la divulgazione immediata del verdetto a tutela di un altro procedimento in corso. Leggendo la sentenza il giudice della County Court Peter Kidd ha osservato che gli abusi commessi hanno avuto «un impatto significativo e di lunga durata» su una delle vittime, che ha subito «una serie di emozioni negative con cui ha lottato per molti anni, aggravate da problemi di fiducia e di ansia». La lettura della sentenza, con le motivazioni contestuali secondo il sistema procedurale in uso, è stata data in diretta in nome della trasparenza della giustizia penale, scelta che è stata criticata dai sostenitori del cardinale.

I legali di Pell, che si è sempre dichiarato innocente – dichiarazione che in quel sistema ha una valenza processuale - hanno presentato appello. L’ udienza è stata convocata per il 5 e 6 giugno. Sulla condanna del cardinale Pell, nei giorni scorsi la Santa Sede ha annunciato l’ avvio di un’ indagine secondo le procedure del diritto canonico da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede.

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