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Padre Marciano Morra: «I miei 20 anni accanto a padre Pio»

Il 20 e il 23 settembre 2018 sono stati celebrati il centenario della comparsa del le stimmate e i 50 anni dalla morte del santo. Parla un testimone d’ eccezione, padre Marciano Morra, amico per la vita del santo di Pietrelcina: «Il miracolo più grande è stato il suo amore per Gesù»


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Padre Marciano Morra ha un’ aria severa che incute un po’ di timore. Minuto ma affilato, ha l’ espressione di un esigente professore di Latino. Ma è la sua corazza da timido. Quando entra un po’ in confidenza e si lascia andare ha un sorriso dolcissimo. Nessuno meglio di lui può parlare di san Pio da Pietrelcina, padre Pio come tutti continuano a chiamarlo, del quale ricorrono in questi giorni due importanti ricorrenze che lo riguardano: i cento anni dall’ impressione delle stimmate, avvenuta il 20 settembre 1918, e la sua morte, il 23 settembre 1968. Padre Marciano ha ottantanove anni e per quasi venti è stato un suo confratello nel convento di San Giovanni Rotondo, dove il santo visse dal 1916 ‘no alla sua scomparsa. È quindi una miniera di ricordi, aneddoti, emozioni che racconta con la sua voce pacata.

Era bellissimo stargli accanto », dice. «Facevamo a gara per passare del tempo insieme a lui: era come stare vicino a un papà affettuoso. Ci illuminava con la santità. E ci deliziava perché era un uomo gioviale e divertente. Ma c’ erano volte in cui ti guardava fisso. Quello era il momento in cui leggeva nella coscienza con uno sguardo magnetico che ti trapassava. Sapevi che stava scrutando nel tuo cuore. Leggeva nelle persone come fossero state dei libri aperti». Nella sagrestia della vecchia chiesa del convento di Santa Maria delle Grazie, padre Marciano ci parla delle stimmate, forse il mistero più eclatante di padre Pio. Ferite alle mani, ai piedi e al costato che rimandavano alla Passione di Cristo e che erano sempre aperte come piaghe vive. Padre Marciano le ha viste più volte da vicino.

«Padre Pio teneva le mani sempre coperte dai mezzi guanti anche perché un ordine del Sant’ Uffizio gli proibiva di mostrare le ferite. Li toglieva solo quando celebrava la Messa e allora era possibile vedere le piaghe. Servirgli Messa perciò era un compito ambito perché si era vicini a un grande mistero. In più, tornato in sagrestia, il Padre faceva baciare le mani, sempre senza guanti, ai due che erano stati con lui sull’ altare. In quel momento potevo vedere bene le ferite che aveva sul palmo. Posso testimoniare che erano veri e propri buchi che trapassavano le mani da parte a parte. Il vero miracolo delle stimmate però non sta tanto nella loro presenza e nel fatto che padre Pio le abbia portate per cinquant’ anni ma nel fatto che poi sono scomparse. Per ordine del Vaticano, le piaghe erano state esaminate diverse volte da medici. Alcuni avevano dichiarato l’ inspiegabilità della loro natura, altri invece le avevano giudicate un imbroglio affermando che padre Pio se le procurava da solo usando degli acidi. Con la loro scomparsa però, nessuno ha più potuto dire nulla. Come è possibile infatti che una piaga, a prescindere da come si sia formata, scompaia senza lasciare neppure una piccola cicatrice? Questo è il vero miracolo che testimonia la veridicità delle stimmate».

«Qui in sagrestia ho veduto Padre Pio compiere un prodigio, guarendo il mio papà che era molto malato», continua padre Marciano. «Aveva un tumore ai polmoni e i medici gli avevano dato poco da vivere. Padre Pio lo guardò fisso, poi lo prese per il bavero della giacca e con l’ altra mano iniziò a tirargli dei pugni sul petto dicendo: “E chi te l’ ha detto che tu stai malato? Tu stai bene! Stai bene!”. E subito dopo: “Ora ti saluto. Arrivederci!” Disse proprio così: “Arrivederci”. Non capii subito cosa voleva dire ma lo compresi in seguito. Il mio papà aveva i giorni contati e invece guarì e incontrò ancora padre Pio. Ci lasciò quindici anni dopo per un’ altra malattia».

Padre Marciano ricorda un altro episodio importante: «Ero presente anche quando padre Pio fu miracolato dalla Madonna. Era il 1959. Quell’ anno era stata portata in Italia la statua pellegrina della Madonna di Fatima che girava le diocesi delle più importanti città. Per interessamento del cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, amico di padre Pio, si fece in modo che la statua fosse portata per due giorni anche a San Giovanni Rotondo. Però padre Pio era a letto da quattro mesi. Aveva un tumore ai polmoni e si diceva che stesse per morire. Lo portammo di peso in chiesa, dove era stata sistemata la statua della Madonna. Lì si fermò in preghiera, baciò l’ immagine della Vergine e le pose tra le mani una coroncina del Rosario. Poi si fece portare alla ‘nestra per vedere l’ elicottero che partiva con la statua. Era stato deciso, infatti, che l’ elicottero sarebbe andato via dopo aver fatto tre giri sopra Casa Sollievo della Sofferenza, l’ ospedale fondato da padre Pio. Quando lui vide il velivolo che si allontava, disse: “Madonnina, sei venuta in Italia e io ero ammalato. Ora te ne vai e mi lasci ancora ammalato”. Poi, improvvisamente fu come se fosse stato attraversato da una scossa. Ero a pochi metri da lui e lo vidi tremare. Si girò e gridò: “Ma io sto bene. Sto bene. Andiamo a confessare”. Ovviamente gli fu impedito di andare in confessionale e venne riportato nella sua cella. Ma il giorno dopo riprese la vita di sempre. Era perfettamente guarito».

(pubblicato il 20.09.2018)

Per saperne di più

I TRE MISTERI DELLA MORTE DI PADRE PIO - Edicola San Paolo

I tre misteri della morte di padre Pio. Stefano Campanella cerca le risposte di alcuni segni eccezionali legati alla morte del santo di Pietrelcina

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