Il Sessantotto della Chiesa

La prima fu celebrata in quell'anno, per volere di Paolo VI. Una riflessione che procede ininterrotta da 47 anni e ha messo in relazione la pace al ricnoscimento e alla tutela della verità, dei diritti, delle libertà fondamentali.

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La  Giornata che la Chiesa dedica alla pace fu voluta da Paolo VI nel 1968, confermata da Giovanni Paolo II, dal 1979 in poi,  mantenuta da Benedetto XVI e da papa Francesco. E’ posta sotto il sigillo della  Madonna, Regina della pace, poiché i Messaggi dei pontefici sono tutti promulgati e firmati l’ 8 dicembre, giorno dell’ Immacolata Concezione. La Giornata invece si celebra il primo gennaio, festa di Maria Madre di Dio.

Nel 1968, Paolo VI propone la riflessione sulla pace del Concilio appena concluso. Spiega che la "promozione dei diritti dell’ uomo” è il “cammino della pace”. L’ anno dopo si occupa di educazione e riconciliazione. Nel 1971 il Messaggio di Paolo VI è intitolato “Ogni uomo è mio fratello”, affermazione che arriva nel pieno della guerra fredda. Wojtyla nel primo del suoi 27 Messaggi si occupa dei movimenti pacifisti e spiega che si deve rispettare l’ uomo ed educare. L’ anno dopo introduce la questione della “verità” come forza della pace, e poi della libertà come chiave di lettura. Il filo rosso dei suoi Messaggi collega la pace come conquista collettiva delle nazioni e responsabilità personale dei singoli uomini. Se manca la seconda la pace non regge.

Benedetto XVI conferma le intuizioni dei suoi predecessori e nel suo primo messaggio mette in relazione pace e verità, riferita ad un ordine superiore. Per Bergoglio quello di quest'anno (Non più schiavi, ma fratelli) è il secondo Messaggio per la Giornata mondiale della pace. Nel primo l’ anno scorso aveva toccato tra l’ altro i temi della crisi economica, della corruzione e delle mafie. Il Messaggio era intitolato “Fraternità, fondamento e via della pace”.

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