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Fuoriprogramma coi bimbi? Il primo fu Papa Luciani

Un bambino sale sul palco durante l'udienza generale di Papa Francesco, che trasforma l'imprevisto in occasione di catechesi. Ma in aula Nervi lo aveva già fatto Giovanni Paolo I nel settembre 1978


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Durante l’ ultima udienza generale  in aula Nervi un bambino s’ è alzato dal pubblico ed è salito sul palco accostandosi a una guardia svizzera, a due passi dalla sedia del Papa, che non ha battuto ciglio e, per nulla disturbato, dalla sua presenza, lo ha abbracciato e ha  detto alla madre che era sua volta salita per riprendere il piccolo, di lasciarlo lì. Quindi, rivolgendosi  a padre Georg ha aggiunto: “È argentino, quindi indisciplinato”, tra i fotografi impazziti e i sorrisi dell’ uditorio. L’ ennesimo fuori programma di un pontefice che ci ha abituato  a gesti e parole inattesi, spiazzanti. Stavolta è avvenuto con un bambino in aula Nervi, durante la solenne  occasione di un’ udienza.

Un’ altra “prima volta” inanellata dal "Papa delle prime volte” com'è stato definito da alcuni vaticanisti?  Stavolta no.  Perché durante l’ udienza generale del 27 settembre 1978, il giorno prima della morte,  papa Luciani fece una cosa simile, chiamando a sé, senza preavviso alcuno, un bambino  di una quinta elementare presente in aula. Il ragazzo si chiamava   Daniele Bravo, e fu invitato al microfono nientemeno che a “dare una mano al Papa” nella spiegazione di cosa si doveva intendere per “progresso”.

Una catechesi “d’ occasione” si potrebbe chiamare oggi. O “in briciole” come preferiva definirla Albino Luciani, che aveva tra le sue corde quella di saper dialogare coi piccoli e gli umili. Stessa qualità che viene universalmente riconosciuta a Papa Francesco, che sa trasformare gli imprevisti in occasione di insegnamento, di lezione, senza "farci la lezione". Quella di oggi è, infatti,  anche  un’ interpretazione  a braccio del monito evangelico “Lasciate che i bimbi vengano a me”. Ma non solo.

Per la cronaca, Papa Francesco, al momento di salutare in lingua spagnola  è tornato ancora sull’ imprevista  “scorribanda”  del ragazzino dalla maglietta azzurra e le scarpette sportive, spiegando: «Questo bambino non può parlare, è muto, ma sa comunicare, sa esprimersi”.  Ed ecco la riflessione estemporanea sulla libertà cristiana: “E c’ è una cosa – ha concluso il Papa - che mi fa pensare: è libero, indisciplinatamente libero, però è libero. E mi fa pensare: io sono altrettanto libero davanti a Dio? Quando Gesù dice che dobbiamo essere come bambini ci dice che dobbiamo essere liberi come un bambino con suo padre. Questo bambino ci ha predicato a tutti, e preghiamo la grazia che possa parlare».

(La foto di copertina con Papa Luciani e il piccolo Daniele Bravo è tratta da un servizio uscito sul n.34/2018 di Famiglia Cristiana)

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