Franca Rame, l'impegno prima di tutto

Ricordo dell'attrice e autrice scomparsa oggi, compagna nella vita e sul palcoscenico di Dario Fo. Lottò a lungo per i diritti delle donne.

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Si è interrotto stamattina uno dei sodalizi d’ amore e d’ arte più celebri della storia dello spettacolo. Si è spenta a Milano Franca Rame, l’ altra metà del Premio Nobel Dario Fo attore e drammaturgo. Nota la sua battuta di orgoglio quando arrivò la notizia nel 1997 del Nobel a Fo: “Da ragazza ero fidanzata con un benzinaio se avessi sposato lui ora avrebbe vinto lui il premio Nobel.” Dietro a un grande artista come Fo, infatti, c’ è sempre stata Franca pronta a sostenerlo, a recitare insieme, a impegnarsi politicamente al suo fianco.

Nata nel 1929 da una famiglia di attori e di artigiani del teatro, burattinai e marionettisti, che giravano la Lombardia, già da bambina si è dedicata al teatro, poi alla rivista lavorando con Marcello Marchesi fino al matrimonio in Sant’ Ambrogio nel 1954 con Dario Fo con cui fonda poco dopo la compagnia Fo-Rame. Da allora hanno sempre lavorato insieme in palcoscenico e dietro le quinte nel lavoro di allestimento degli spettacoli, in una unione forte consolidata anche dalla nascita del figlio Jacopo nel 1955 e raccontata nel libro del 2009 firmato a due mani Una vita all’ improvviso.

Insieme hanno scritto,firmato e interpretato alcune commedie provocatorie come Chi ruba un piede è fortunato in amore, Isabella, tre caravelle e un cacciaballe, censurati anche dalla Rai che li allontanò da Canzonissima. Nota per il suo impegno politico e in difesa dei diritti delle donne, lei che personalmente aveva subito un rapimento e uno stupro, si è sempre battuta perché tutti gli stupratori non rimanessero impuniti e fosse fatta una legge adeguata a condannarli, scrivendo anche il toccante testo Lo stupro.

Come femminista autrice anche di alcuni testi scritti senza il marito come Tutta casa, letto e chiesa, Grasso è bello, La madre, ancora oggi cavallo di battaglia di molte attrici, si è sempre schierata dalla parte delle donne lottando anche contro il femminicidio.

Impegnata politicamente, nel 2006 viene eletta in Senato con l'Italia dei Valori, è sempre stata una combattente, ma a 84 anni ha dovuto abbandonare la sua battaglia contro il male che, dopo l’ ictus di aprile, ora l’ ha sconfitta.

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