Foto dei figli su facebook: l'allarme della polizia postale

Sui social, invece di questa inutile gara, meglio confrontarsi sui veri temi della maternità.

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Tutto è iniziato qualche settimana fa e come spesso succede sui social il fenomeno è diventato virale. Si tratta della "sfida delle mamme" (già di per sé una pessima idea) e si realizza sulle pagine di Facebook quando ti compare il seguente post: "Sfida delle mamme. Sono stata nominata da @@@@@@ per postare 3 foto che mi rendano felice di essere mamma. Scelgo alcune donne che ritengo siano grandi madri. Se sei una madre che ho scelto copia questo testo inserisci le tue foto e scegli le grandi madri”.

Una sorta di catena di Sant'Antonio cui molte donne hanno aderito con entusiasmo. Sembrerebbe un gioco innocuo, forse un po' venesio, ma dietro cui potrebbero nascondersi molte insidie. Non a caso ad un certo punto è intervenuta con un avvertimento la polizia che nella sua pagina Facebook “Una vita da social“ ci avverte dei rischi che si corrono. Prima attraverso l'esortazione dell'avvocato Aldo Benato

«Mamme. Tornate in voi. Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in Internet.O quantomeno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere.Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono dalle foto condivise da voi».

E poi riportando gli avvertimento della Polizia postale e delle comunicazione

«Il contrasto alla pedopornografia online è esteso a tutte le piattaforme della Rete ove è presente materiale pedopornografico, concentrandosi in particolare su quelle maggiormente a rischio per le vittime, quali i social network, ove emergono nuove ed insospettate modalità di adescamento di minori, nonché nelle reti “darknet”, aree profonde e nascoste del web ove l’ utilizzo di tecnologie sofisticate rende inefficaci i tradizionali mezzi di accertamento delle identità online.A tale proposito, nel corso del 2015 sono stati operati 67 arresti e 485 denunce per adescamento di minori online, produzione, diffusione e commercializzazione online di materiale pedopornografico. Per il crescente fenomeno dell'adescamento online di minori, si segnala che nel corso del medesimo anno sono state 221 le denunce ricevute dagli uffici della Specialità. Dalle complesse operazioni di prevenzione è scaturita una assidua attività di monitoraggio della rete che ha visto coinvolti ben 17.283 siti internet, di cui 1.819 inseriti in black list».

 Infine ultima tappa in Parlamento con la nota della deputata del Pd Vanna Iori,  responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza che preso atto del pericolo segnalato dalla Polizia postale ha così dichiarato. «La Rete ha straordinarie potenzialità e opportunità, ma è anche luogo di pericoli dove occorre cautela: auspico che questa sfida possa costituire un'occasione proprio per confrontarsi, anche su Facebook, sui temi veri della maternità che oggi invece arrivano alla ribalta delle cronache solo quando le situazioni drammatiche si sono già verificate»,
                                                                             

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