Forza Italia, tutto in famiglia?

La mancata candidatura di Silvio Berlusconi alle europee, alla vigilia dalla sua interdizione dalla vita pubblica, ha aperto il dibattito sulla successione di uno dei suoi figli. Marina? Barbara? Pier Silvio? E anche tra i dirigenti azzurri si apre la lotta: partito o dinasty?

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In Forza Italia serve un nome, anzi un cognome, quello di Berlusconi. Non è un problema di poco conto: due anni di interdizione dai pubblici uffici e la detenzione domiciliare o ai servizi sociali potrebbero irrimediabilmente compromettere il partito. Il presidente coltiva ancora la speranza di potersi candidare. Ma il tempo stringe. Il 10 aprile dovrebbe scattare il provvedimento di detenzione, a meno che il tribunale di Sorveglianza non rinvii la decisione. In quel caso gli sarà molto difficile dedicarsi alla campagna elettorale. E così, ancora una volta, si comincia a pensare a una successione dinastica alla guida del movimento. La nomenclatura berlusconiana è divisa sul da farsi. Maria Stella Gelmini e Micaela Biancofiore spingono perché si candidi uno dei suoi figli. 

Tutti gli altri frenano, a cominciare da Paolo Romani. L’ ex ministro assicura che non serve un partito dinastico e alle europee basta il nome di Berlusconi sulle liste per conservare l’ appeal della lista. La fidanzata Francesca Pascale preme molto su una discesa in campo di Marina, con la quale ha sempre avuto un buon feeling. Pier Silvio ha fatto sapere di non essere interessato, mentre la giovane Barbara, reduce dalla sit-com “Casa Milan” con Adriano Galliani, si sente pronta. Ma il padre non ha ancora deciso: spetterà a lui l’ ultima parola. Sette milioni di elettori attendono di sapere se Forza Italia è un regno senza eredi di sangue o una monarchia ereditaria.

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