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Flavio Lotti: «Candidiamo il modello Riace al Nobel per la pace»

La proposta del coordinatore dopo il successo della marcia Perugia-Assisi: in oltre centomila hanno sfilato sotto la pioggia. Tante le associazioni riunite, dall'Agesci alla Caritas, da Amnesty International ai Giovani Musulmani d'Italia


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Nemmeno la pioggia, che ha parzialmente accompagnato la Marcia nazionale della pace tra Perugia ed Assisi, ha fermato il "suo" popolo”. Sono stati infatti – secondo il Comitato promotore – oltre centomila le persone che hanno affollato ed animato il percorso. Centinaia di rappresentanti di enti locali che con i loro gonfaloni sono arrivati fino alla rocca di Assisi. Una fila infinita di persone, specialmente giovani,  che si è snodata per quasi quindici chilometri.
Flavio Lotti, coordinatore della manifestazione ha lanciato l’ idea di candidare il modello Riace al premio nobel per la pace: "Non ci riferiamo a persone in particolare e non vogliamo personalizzare la questione, ma proponiamo che il prossimo Nobel venga dato a un modello di accoglienza, integrazione e solidarietà che serve a tutti e che risponde ai valori a cui la marcia si è sempre ispirata”.


Anche il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, non ha voluto fare mancare il proprio sostegno all’ iniziativa evidenziando come: “in un tempo come quello che stiamo vivendo nel nostro presente, in cui tanta parte del mondo è lacerata dagli orrori della guerra, del terrorismo, della povertà e delle minacce ambientali, la strada della pace e della nonviolenza è una vera necessità, etica e al tempo stesso geopolitica.Non vi può essere una pace stabile e duratura senza una marcata e progressiva riduzione delle inaccettabili disuguaglianze economiche e sociali tra i Paesi e tra le fasce di popolazione al loro interno, senza una più equa distribuzione dei redditi, senza la garanzia di accesso universale a beni essenziali come l’ acqua, senza che la dignità di tutti sia rispettata e nessuno sia lasciato indietro”. Importante – ha concluso il Presidente della Camera – è che emerga soprattutto da parte dei più giovani la volontà di invertire la rotta dell’ egoismo e dell’ indifferenza di un’ umanità spesso cinica e sbandata, promuovendo dei valori di giustizia, solidarietà e democrazia che sono alla base dell’ idea della nonviolenza”.

La Perugia Assisi rappresenta anche un momento di incontro, di confronto e di testimonianza di tante storie ed esperienze differenti. Marco Crescentini, dell’ Agesci di Riccione è venuto alla Marcia con un gruppo di scout ed ha voluto evidenziare come “in questa giornata ho percepito la voglia di poter cambiare qualcosa nel mondo ed ho trovato maggior forza per impegnarmi sul tema della pace anche nella mia Città”. Mario Galasso, direttore della Caritas di Rimini,  partecipa ha evidenziato come: “ci sia una grande voglia di pace, di convivenza, di relazione e dialogo”. Zora Falà di Arezzo appartiene ai  Giovani Musulmani d’ Italia e racconta come “oggi vogliamo marciare  per i diritti umani e per l’ essere umano in quanto tale.”

Agostino Mananenti, coordinatore dei marciatori della pace di Vaiano Cremasco, Soncino e Romenengo ha messo in luce: “Veniamo alla marcia perché vogliamo diffondere i  valori della pace tra i giovani e ricordare i ragazzi che hanno perso la vita per la democrazia e per la libertà e come i ragazzi  devono ancora essere i protagonisti del cambiamento”. Giovanni Balozzi della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, è arrivato con un gruppo di altri amici in biciletta a Perugia ed ha messo il luce che: “siamo venuti a manifestare per la pace e per l’ ambiente”ed in questo senso la bicicletta è il mezzo pacifista per eccellenza”.


Dalla Rocca di Assisi, a conclusione della giornata,  è stato lanciato dal Comitato organizzatore della Perugia Assisi un messaggio molto chiaro rispetto al futuro e cioè che nessun deve essere lasciato solo in una fase in cui vi sono  "grandi incertezze, molta solitudine, molta insicurezza, molte paure, un aumento della povertà e delle diseguaglianze, perdite di posti lavoro e una mancanza di  prospettive stanno togliendo la pace a molte persone”.

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