Immagine pezzo principale

Fiammetta Cicogna: una ragazza vorticosa come il fuoco

La bionda presentatrice ci racconta i suoi sogni e le sue speranze, ma anche i piccoli “problemi” sul lavoro, come quando è stata attaccata da una tigre. E ci svela un segreto: «Voglio diventare sindaco».


Pubblicità

A guardarla, si resta quasi incantati. In un piccolo video, postato su Instgram, nuota in piscina e sembra una sirena: corpo agile, giravolte, sorriso maliziosetto... Lo stile c’ è. E la bellezza non manca a Fiammetta Cicogna. La conduttrice sorprende sempre: quando mostra il filmato di un duro allenamento in palestra fatto col sorriso giocoso dei suoi 28 anni, o la foto della colazione preferita, belle fette di pane con olio.
Fiammetta sorprende ancora, anche se, dal 2015, non conduce più Wild - Oltrenatura, programma di avventura, anche estrema, di Italia 1, dove lei saliva su un idrovolante, scendeva da una cascata, attraversava lande desolate e cerchi di fuoco rischiando di bruciarsi. O, semplicemente, mangiava una rosa canina. Tutto questo appartiene al passato. La conduttrice, con un papà che produce candele, non poteva che chiamarsi Fiammetta. Ed essere vorticosa e pacata, come certe fiamme, con quei bagliori che non sempre riesci a cogliere. Fiammetta è così, alla mano e lontana. Qui si avvicina. E racconta la vita nuova, meno spericolata.

Tutti la ricordano alla guida di Wild - Oltrenatura: ora cosa fa?

«Dopo nove edizioni del programma, ho aperto un nuovo capitolo. Studio recitazione, in questo periodo con Michael Rodgers. Poi magari torno in Tv. Un format nel taschino ce l’ ho sempre. Ora mi sento più matura. La Fiammetta ragazzina appartiene al passato. Ho anche lasciato l’ Università. Studiare lettere e lavorare era un po’ difficile».

Quali sport pratica?

«Scelgo attività sportive dove si gioca, come il paddle tennis (si pratica con una racchetta e una palla, ndr.). Faccio anche pilates e preferisco le camminate veloci alla corsa, così evito di sollecitare troppo ginocchia, collo e schiena. Prediligo un allenamento a 360 gradi con esercizi per addominali, dorsali e stretching. Ho attrezzi e pesi anche a casa e uso volentieri la palla medica da quattro chili, pesetti da due chili e corda. Anche quando sono in giro o vado in vacanza, porto sempre la corda e le scarpe da running. Sono stata sempre un tipo sportivo e dinamico, da piccola ho fatto un po’ di tutto, dalla danza all’ atletica leggera».

Da bambina era già spericolata?

«Diciamo un tipino vivace...». 

C’ è uno sport che la incuriosisce e che prima o poi farà?

«Lo sport cosiddetto estremo non mi attira. Ma ho la curiosità di misurarmi con nuove discipline. Ora sono diventata insegnante di anusura yoga. Mi piace l’ arrampicata, uno sport che fa sentire sospesi. Preferisco le discipline che mi portano verso l’ alto e sarà per questo che il paracadutismo non mi ispira. Ci penso ogni tanto, ma non mi interessa».

Come cura il suo fisico?

«Curo molto l’ alimentazione. Da sette anni, seguo i consigli di un’ amica nutrizionista, Sara Farnetti. Ho un’ alimentazione funzionale, che comprende un po’ tutto e che si basa sull’ equilibrio ormonale. Al mattino mangio pane tostato con olio extravergine, avocado, olive, uova, caffè. Non faccio mai colazione con cappuccio e croissant. E poi, prediligo la verdura cruda prima dei pasti, per esempio insalata con olio, limone o aceto di mele. A pranzo di solito mangio proteine e verdure, stufate o sbollentate e ripassate in padella con aglio, olio, peperoncino. Trovo ottime anche le zucchine alla scapece. Di solito scelgo il pesce o la carne bianca, di pollo e tacchino. Una volta a settimana mangio una tartare: la preferisco all’ hamburger, così ho meno tossine da smaltire. La sera mi concedo anche il cioccolato fondente, magari dopo un piatto di spaghetti al dente con aglio, olio, peperoncino, da preferire alle penne perché hanno un indice glicemico più basso, o il riso basmati saltato in padella. E qualche volta non mi nego le patatine fritte: fanno lavorare il fegato e ripuliscono gli ormoni. I formaggi, a parte il parmigiano, li mangio poco. Comunque, non sono una fanatica della dieta e se a un pranzo di famiglia esagero, poi il giorno dopo bilancio».

In passato è stata protagonista di video e web serie dedicati alla cucina sul portale Loveresto.com, dove passava dalla preparazione della grigliata nel giardino della villa di famiglia alla cenetta del dopo palestra con insalata siciliana… Oggi, quali sono i piatti ai quali non riesce a rinunciare? Ha golosità particolari?

«La pasta con le sarde mi piace da morire e non dico mai di no ai crostini con le acciughe».

Ha tre fratelli maggiori, un papà che la portava allo stadio, una mamma volontaria in ospedale. Il volontariato non è un mondo lontano…

«La mamma fa volontariato da sempre: è impegnata con la Fondazione Vozza, associazione che sostiene persone ricoverate negli ospedali. Io, in passato, ho fatto volontariato nel doposcuola. Oggi sento il senso della responsabilità sociale e non mi tiro indietro se devo fare la testimonial per una buona causa, come è successo per la maratona Wings for life World run, quando 130 mila corridori in tutto il mondo si sono ritrovati per sostenere la ricerca sulle lesioni del midollo spinale».

In passato ha sostenuto una scuola in Kenya, lo fa ancora?

«La scuola si chiama House of the rising sun - La casa del Sol levante. È stata fondata nel 1990 da amici di famiglia legati all’ Africa da molti anni e convinti che sia importante aiutare le persone soprattutto nel loro Paese d’ origine. L’ Africa rappresenta una scommessa per il mondo, da sempre. E questo appare più evidente in questo periodo di immigrazione e drammi. La scuola è nata dall’ idea di puntare sul sapere e sulla formazione. La mia famiglia la segue e io dò qualche piccolo contributo. La struttura si occupa anche di orfani ed è un punto di riferimento per i bambini dei villaggi vicini».

Come va con Carl Hirschmann, il suo fidanzato, ricco rampollo di origini franco-svizzere?

«Sono legata a Carl da due anni e mezzo. Ci siamo incontrati a Milano, in un locale. Io non lo conoscevo, pensavo che fosse un Pr: la nostra storia ha avuto un inizio divertente, da gag. Da quando sto con lui, non capisco più niente. Stiamo bene insieme. Il matrimonio? A sposarsi ci si pensa sempre, ma per ora non si parla di nozze».

Lei sta a Milano, lui all’ estero… Quando vi vedete?

«Vivo tra Milano, Londra e Ibiza, in estate. Seguo i miei impegni e Carl. Ha attività anche nel campo dell’ alimentazione e ha lanciato una bevanda, una sorta di sake mediterraneo, prendendo ispirazione da quello giapponese. Carl ha anche una fondazione che si occupa di bambini affetti da Adhd, una sindrome caratterizzata da mancanza di concentrazione e da iperattività».

Sulle questioni relative alla salute, che atteggiamento ha?

«Non mi posso lamentare. Forse l’ attenzione all’ alimentazione e l’ allenamento tengono lontani i piccoli problemi, dall’ influenza al raffreddore. Ogni tanto ho qualche doloruccio ai reni e alla schiena, ma con una bella nuotata mi passa tutto».

Le è mai capitata qualche disavventura che ha messo a rischio la sua bellezza o il suo fisico?

«A parte qualche bella sbucciatura di ginocchia e un morso di tigrotto sulla coscia, nulla».

C’ è qualcosa nel suo fisico che le piace poco?

«Non c’ è una particolare parte del mio corpo che non apprezzo. Diciamo che, se mi arrotondo un po’ troppo, non mi piace niente».

Quanto è importante per lei l’ equilibrio corpo-psiche?

«Ossigenare il corpo fa bene al cervello: le cellule, infatti, si ripuliscono e riesci a pensare più chiaramente. Certo, senza strafare. E lo so che, detto da me, sembra strano…».

Ha sempre una certa allegria e anche un po’ di ironia nello sguardo, ma magari dietro al suo sorriso sbarazzino si nascondono malinconie, nodi ingarbugliati dell’ anima, lunghe sedute dall’ analista… Si confidi.

«Veramente, sono stata dall’ analista senza avere granché da analizzare. Ma penso che l’ analisi possa aiutare a conoscersi e a conoscere. Poi, si può andare dall’ analista, parlare con l’ amico, col tassista…».

C’ è un viaggio, un pellegrinaggio, un cammino, che le è rimasto nel cuore o che vorrebbe fare?

«Di cammini e pellegrinaggi ne ho fatti tanti. Magari, altri ne farò in futuro. Ora, però, mi dedico alla meditazione dinamica e mi piacerebbe fare il Mongol rally (è ispirato all’ avventura senza compromessi e organizzato per beneficenza, ndr.)».

Ha mai lavorato per l’ azienda di famiglia, la Ceraria Cicogna?

«Quando andavo a scuola, se prendevo un debito in matematica, e succedeva spesso, dovevo impegnarmi anche nella nostra azienda».

Le capita di accendere ceri in una chiesa o in un santuario pensando che sono stati prodotti dall’ azienda di famiglia?

«Certo, io le nostre candele le riconosco, dalle serie e da come è pressata la paraffina. Ho acceso candele ovunque: nella basilica di Santa Maria delle Grazie, a Milano, a Lourdes, dove sono stata battezzata. Oggi mi sento una cattolica di tradizione e di educazione. Forse, per questo, don Aldo, del Collegio San Carlo di Milano, dove ho fatto il liceo, recentemente mi ha tirato le orecchie».

Nel lavoro, chi le ha insegnato di più e chi, invece, l’ ha delusa? Dal regista Gabriele Muccino, che l’ ha lanciata con uno spot di una compagnia telefonica, a Piero Chiambretti, con cui ha collaborato meglio in Tv?

«Più che di delusione, parlerei di incomprensioni. Come quelle che ci sono state tra me e Chiambretti, quando nel 2009 mi ha chiamata nel suo programma, Chiambretti night, per farmi fare la pianista. Io non mi sentivo a mio agio, non so suonare, strimpello».

Anche se ha cominciato a studiare pianoforte a tre anni… Avrà tanti sogni e tanti cassetti: ce ne confida uno?

«Tra un po’ di anni, mi piacerebbe diventare sindaco di Milano. Con quale partito? Beh, manca ancora un po’ di tempo. Quello giusto lo troviamo».

CHI È

Fiammetta Cicogna nasce a Milano il 17 maggio 1988. La sua famiglia produce candele da tre generazioni.

CARRIERA TV
Raggiunge la popolarità nel 2009 grazie a Gabriele Muccino che la seleziona per uno spot nel quale interpreta il ruolo di una tastierista di una band giovanile. Sempre nel 2009, viene scelta da Piero Chiambretti  per il programma Chiambretti night. Si afferma alla conduzione di Wild - Oltrenatura, programma di Italia 1, trasmesso in diverse edizioni fino al 2015. Nell’ estate 2011 conduce, in prima serata, Tamarreide, docu-soap di Italia 1. Dal giugno 2011 fino al gennaio 2014 presenta, con Federico Russo, Takeshi’ s castle su Cartoon Network e Boing. Nel maggio 2013 conduce Colorado… a  rotazione! su Italia 1.

CINEMA
Ha partecipato ai film Sapore di te, del 2014, diretto da Carlo Vanzina, e nel 2016 a On Air – Storia di un successo, dedicato al programma radiofonico Lo zoo di 105.

IL LIBRO
«Il libro Il cardellino di Donna Tartt è tra quelli che amo di più: ha tutte le emozioni di una vita, rilegate insieme».

Scopri BenEssere, la rivista che pensa alla tua salute dell'anima

Loading

Pubblicità