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Il nostro futuro? Comincia dal continente africano

Con il documentario di Raoul Peck "I am not your negro" si apre a Milano la ventisettesima edizione del Festival del cinema africano, Asia e America latina, promosso dal Centro orientamento educativo. Circa 60 film, numerosi incontri e una mostra fotografica fino al 26 marzo.


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(Foto sopra di Alice Ziantoni: apertura della mostra "Where the future beats" al Festival center)

 

La storia sofferta delle discriminazioni razziali e delle relazioni fra bianchi e neri negli Stati Uniti, il lungo e complesso cammino degli afroamericani per l'affermazione dei diritti civili e delle pari opportunità: con questo tema si apre la ventisettesima edizione del Festival del cinema africano, Asia e America latina, un appuntamento ormai radicato nel panorama culturale di Milano. I am not your negro, il bellissimo documentario del regista haitiano Raoul Peck che inaugura questa sera il festival, ripercorre l'evoluzione della battaglia dei neri americani verso l'emancipazione basandosi sul manoscritto incompiuto di James Baldwin "Ricordate questa casa", nel quale lo scrittore ricorda tre figure capitali del movimento per i diritti dei neri, Medgar Evers, Malcom X e Martin Luther King Jr. La voce narrante è affidata a Samuel L. Jackson.  Il documentario è stato presentato nel 2016 all'International film festival di Toronto, dove si è aggiudicato il Choice award popolare. Quest'anno è stato candidato agli Oscar nella sezione "miglior documentario". 

 

Organizzato dall'associazione Centro orientamento educatico (Coe) di Milano, il Festival del cinema africano si svolge fino a domenica 26, con un programma di circa 60 film, corredato da incontri con i registi, eventi culturali e dalla mostra fotografica Where future beats (dove batte il futuro), titolo che fa anche da filo conduttore di questa edizione della rassegna. Presente al Festival center di Porta Venezia fino al 26 marzo, la mostra è promossa dal LagosPhoto Festival e si focalizza sull'Africa come luogo dal quale partire non solo per riscoprire le proprie radici, ma anche per guardare verso il futuro.

 

Tra le varie sezioni cinematografiche, quest'anno il festival propone "Democrazie inquiete, viaggio nelle trasformazioni dell'America latina": il percorso, curato dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, esplora in tre giorni i nuovi modelli di sviluppo economico e sociale che si sono affermati negli ultimi anni nel continente latinoamericano, attraverso l'azione di governi progressisti che hanno mirato alla riduzione della povertà, degli squilibri e delle enormi disuguaglianze. Tutte le informazioni sul festival si trovano sul sito: www.festivalcinemaafricano.org 

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