Europa, l'antisemitismo cresce

Il pregiudizio contro gli ebrei non è scomparso. Al contrario sembra crescere, insieme con l'intolleranza. Le ricerche in Europa e la "fuga" degli ebrei, in particolare dalla Francia.

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"C'è un forte aumento dei discorsi e degli atti antisemiti, non solo in Francia ma anche in diversi altri Paesi in Europa, e la cosa richiede una crescente attenzione". Difficilmente poteva essere più chiaro Nils Miuznieks, il lettone che è commissario ai Diritti umani del Consiglio d'Europa. Non è certo l'unico a pensarla così: «L’ antisemitismo è in preoccupante aumento in Europa», ha detto di recente anche Jan Eliasson, vice segretario generale dell’ Onu.

Se il fenomeno è dato per certo, possiamo dare al fenomeno anche delle misure, dei numeri? Qui le cose diventano più difficili. Le prime a occuparsene sono, ovviamente, le organizzazioni ebraiche. Uno studio su scala mondiale, pubblicato l'anno scorso dalla Anti Defamation League(gruppo di pressione fondato negli Usa nel 1913 allo scopo di ""fermare, per mezzo di appelli alla ragione ed alla coscienza e, se necessario, rivolgendosi alla legge, la diffamazione nei confronti degli ebrei"), ha rivelato che il 24% dei cittadini dell'Europa occidentale e il 34% di quelli dell'Europa orientale ha un "pervasivo e persistente" pregiudizio contro gli ebrei. Svezia, Olanda e Gran Bretagna i Paesi meno antisemiti in Europa, Grecia (con un impressionante 69%) e Francia (37%) i più a rischio. L'Italia nel mezzo, con un 20% di persone ancora gravate dal pregiudizio.

Ci si può fidare di un sondaggio? E quanto i pregiudizi coltivati in privato vanno poi a nutrire offese o minacce pubbliche, per non parlare di veri atti di violenza? L'Osservatorio Antisemitismo qualifica come episodi di antisemitismo "qualsiasi atto intenzionale rivolto contro persone, organizzazioni o proprietà ebraiche, in cui vi è la prova che l’ azione ha motivazioni o contenuti antisemiti, o che la vittima è stata presa di mira in quanto ebrea o ritenuta tale. Gli episodi di antisemitismo possono assumere diverse forme: violenze ed attacchi a persone o cose, minacce, discriminazione, insulti, scritte e graffiti".

Per giudicare la montata del fenomeno, virulento in modo particolare su Internet, è quindi logico affidarsi al sentimento e alla percezione di chi ne è o si sente vittima. Nel 2012 l'Unione europea condusse una ricerca in otto Paesi europei nei quali vive, sommandoli, il 90% degli ebrei d'Europa. Il 66% di loro rispose di sentire una crescita dell'antisemitismo e il 76% rispose che l'antisemitismo nel suo Paese era cresciuto soprattutto negli ultimi cinque anni. Ricontattati nei 12 mesi seguenti la prima inchiesta, gli stessi ebrei europei risposero, per circa il 50%, di aver aura di essere insultati o attaccati per strada solo perché erano ebrei.

Il Paese forse più critico, da questo punto di vista, è la Francia, dove vive la più grande comunità ebraica d'Europa (circa 500 mila persone) e la seconda al mondo (dopo gli Usa) fuori da Israele. In Francia si sono verificati gli episodi più gravi: la strage nel negozio kosher di Parigi poche settimane fa, con quattro morti; l'attacco alla scuola ebraica di Tolosa nel 2012 (quattro morti, di cui tre bambini). Difficile distinguere, qui, l'antisemitismo "puro" da quello mescolato alle ragioni politiche. Difficile dire in quali proporzioni entrino nel problema la forte presenza dell'immigrazione dall'Africa del Nord (non a caso gli episodi di antisemitismo crescono in coincidenza con le guerre tra Israele e palestinesi) o le recenti vittorie elettorali di un partito di destra come il Front Nationale.

Resta però il fatto che dalla Francia gli ebrei emigrano verso Israele in misura crescente. La società francese per la protezione della Comunità ebraica sostiene che negli anni Duemila gli atti di antisemitismo sono stati sette volte più numerosi che negli anni Novanta. Così gli ebrei francesi prendono in considerazione l'ipotesi Israele. Nel 2013 furono 3,288 i cittadini francesi di religione ebraica a immigrare in Israele, con una crescita del 72% sul 2012; nel 2014 sono stati quasi 7 mila; per il 2015 se ne prevedono 10 mila.

Il cimitero ebraico profanato a Sarre-Union (Reuters).
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