Estate da record per la lirica sotto le stelle

Grande successo di pubblico, incassi e critica per gli spettacoli del Teatro dell'Opera di Roma alle Terme di Caracalla e del Macerata Opera Festival allo Sferisterio. All'Arena di Verona repliche fino al 6 settembre. Ma pesano sul futuro i tagli dei fondi pubblici.

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La lirica sotto le stelle piace, diverte, commuove, entusiasma. La stagione estiva dell'Arena di Verona, dello Sferisterio di Macerata e delle Terme di Caracalla a Roma registra un successo di pubblico e di incassi. Complice il clima caldo (con sottofondo di cicale), ma grazie soprattutto alla qualità degli spettacoli, gli spalti delle arene estive hanno spesso registrato il “tutto esaurito”.

La stagione estiva del Teatro dell'Opera di Roma, fra i ruderi maestosi e i pini imponenti delle Terme di Caracalla, ha presentato un festival pucciniano con tre sommi capolavori come Turandot, Madama Butterfly e La Bohème, ma anche un recital di danza con Roberto Bolle e i concerti di grandi nomi della musica come Bob Dylan, Elton John e Ludovico Einaudi. Il bilancio delle 29 serate di spettacoli riempie di soddisfazione il sovrintendente Carlo Fuortes: 72.100 spettatori, un incasso di 3 milioni e 700 mila euro. Rispetto al 2014 significa un 60,3 per cento in più nella vendita dei biglietti e un aumento di oltre 15.000 spettatori. “Quello che a mio avviso conta non sono solamente i numeri”, dice Fuortes, “ma l'alto gradimento del pubblico verso gli spettacoli con allestimenti innovativi e non scontati, tra tutti la Madama Butterfly, incastonati nella meraviglia delle Terme, un monumento che riesce ad amplificare la bellezza di ogni spettacolo”.

Grande soddisfazione anche a Macerata, la cittadina delle Marche che ospita l'opera lirica nel bellissimo Sferisterio, un edificio del 1823 realizzato per ospitare le partite con bracciale, una disciplina molto popolare nell'Ottocento, dotato di una formidabile acustica. Il Macerata Opera Festival ha presentato titoli di sicuro richiamo come Rigoletto, Cavalleria e Pagliacci, La Bohème (con la bellissima regia di Leo Muscato e la voce della brava Carmela Remigio) oltre ad una serie di altri eventi musicali e non (concerti di Ludovico Einaudi e Rinaldo Alessandrini, una lectio magistralis del teologo Vito Mancuso). Legandosi all'Expo, il festival maceratese ha scelto come tema “Nutrire l'anima” ed è stato premiato da un afflusso complessivo di oltre 32.000 spettatori e da due serate di “tutto esaurito” nell'ultimo fine settimana. Risultanti importanti, ma Francesco Micheli, direttore artistico del Macerata Opera Festival, è preoccupato per il futuro a causa dei pesanti tagli dei finanziamenti pubblici. “Questo comunque ci sprona a lottare contro le avversità”, dice Micheli, che intanto annuncia per il 2016 la messa in scena di Otello , Norma e, se basteranno i soldi, Carmen.

Vista la latitanza delle istituzioni, una mano potrebbe arrivare anche dai privati. Il ritorno di immagine può essere importante. Finanziare le arene estive della lirica non è solo un gesto generoso a favore della cultura, ma anche a vantaggio di tutto un territorio nel quale il pubblico degli spettacoli (spesso più giovane e dinamico di quello che frequenta abitualmente i teatri d'opera) spende per mangiare, dormire, fare aperitivi, visitare musei, chiese, acquistare prodotti dell'enogastronomia locale.

La riduzione di fondi pubblici pesa anche sul bilancio dell'Arena di Verona, che va sull'usato sicuro senza poter permettersi nuovi allestimenti. I titoli sono di grande richiamo: l'immancabile Aida, Nabucco, Il Barbiere di Siviglia. La stagione veronese va avanti fino al 6 settembre.

Gli artisti del Rigoletto messo in scena a Macerata ringraziano il pubblico
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