Elena Ramella «I test sono attendibili»

L'ultimo anno delle medie è una tappa decisiva per lo sviluppo. I ragazzi e le ragazze devono scegliere la scuola superiore e, con essa, tracciare la linea del loro futuro. Tra dubbi e perplessità, a volte si lotta con il pregiudizio della "scuola migliore". Che fare? Una psicologa aiuta a sciogliere la questione.

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Terza media. Tempo di bilanci e scelte importanti. Un anno scolastico che apre la via al futuro, tra ansie e aspettative di riuscita. I ragazzi e le ragazze lo sanno. E si domandano, a volte incerti e confusi: «Che scuola posso fare dopo la licenza? Come faccio a capire quella che è fatta davvero per me? Chi mi aiuta in questo?» Per questi interrogativi, l’ orientamento pare essere la risposta migliore. Seguire i ragazzi con attenzione e scoprire, attraverso le loro attitudini e qualità, anche le strade verso cui sono meglio portati li aiuta a compiere una scelta più consapevole. Tuttavia, uno tra gli ostacoli contro cui i giovani si imbattono e che impedisce loro di scegliere serenamente è il pregiudizio sul tipo di scuola. Un pregiudizio molto radicato, a dire il vero. I genitori, gli insegnanti e gli stessi studenti sono spesso portati a pensare che alcuni indirizzi di studio, tra cui i licei (come il classico, lo scientifico, il linguistico, etc.), siano migliori e più prestigiosi di altri più focalizzati, invece, sulle competenze tecniche e professionali. Come sciogliere questo dubbio? Lo si può ritenere fondato?

«Dipende dal fine ultimo», spiega Elena Ramella, psicologa e collaboratrice del C.R.O.S.S. (Centro di Ricerche sull’ Orientamento e lo Sviluppo Socio professionale) all’ Università Cattolica di Milano. «Alcune scuole, come i licei per esempio, preparano meglio ad affrontare lo studio universitario. Ma è anche vero che se uno studente è più interessato ad acquisire competenze specifiche per l’ avvio e la pratica di una professione, le scuole a indirizzo tecnico e professionale risultano decisamente idonee a tal fine, garantendo l’ acquisizione di un elevato profilo». In sostanza, dunque, se chi è chiamato a scegliere la scuola superiore è interessato (o si sente portato) maggiormente a prepararsi dal punto di vista teorico, in vista della prosecuzione degli studi universitari, può orientarsi con più serenità verso un liceo; se, al contrario, l’ allievo o l’ allieva di terza media intende (o si sente più propenso a) dedicarsi con maggiore impegno all’ apprendimento di competenze pratiche, si dirigerà verso un indirizzo tecnico e professionale. La seconda opzione, tuttavia, non esclude in alcun modo la possibilità di intraprendere gli studi universitari, una volta superata la maturità.

L’ individuazione della scuola adatta alle proprie attitudini diviene, dunque, uno dei momenti decisivi per lo sviluppo degli adolescenti. Essi vanno accompagnati in questa fase così delicata, sia dalla famiglia sia dalla scuola. Proprio quest’ ultima è chiamata in modo particolare a sostenere il percorso di scelta dei suoi allievi proponendo loro un’ attenta attività di orientamento. Auspicabile, a tal riguardo, è l’ utilizzo dei test di valutazione. Si tratta di strumenti appositi costruiti con l’ intento di coadiuvare la pratica della consulenza e della formazione. Sui risultati che sono in grado di produrre, a volte, ricade una fiducia eccessiva, soprattutto da parte dei genitori e degli stessi ragazzi che li ritengono decisivi e senza via di scampo. Ma sono davvero così attendibili? Aiutano a compiere una scelta scolastica efficace? «L’ attendibilità di questi strumenti è stata ampiamente dimostrata», prosegue Elena Ramella. «Innanzitutto, i test devono essere somministrati da personale preparato e qualificato. Sulla base della mia esperienza, posso dire che costituiscono un valido e prezioso punto di partenza per iniziare a ragionare con i ragazzi e le ragazze. Si considerano insieme i punti di forza e di debolezza emersi dalla valutazione e si discute con loro delle attitudini, delle capacità, delle preferenze e degli obiettivi che intendono raggiungere. Certo, non vanno considerati come “oro colato”. Questi strumenti, infatti, restituiscono una fotografia del “qui e ora” delle competenze degli studenti e non una “rivelazione definitiva” e indiscutibile per il resto della loro vita». Se inquadrati nella giusta dimensione, quindi, i test offrono una buona base per aiutare gli studenti e le studentesse di terza media a compiere una scelta attenta e ponderata. In vista di un “futuro” più partecipato e consapevole!

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